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Capodanno "Il Signore faccia risplendere il suo volto e ti benedica

Il Vangelo della Domenica
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Vogliamo far nostro, per il nuovo anno, l’augurio-benedizione di Mosè per il suo popolo: “Il Signore faccia risplendere il suo volto e ti benedica; il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda pace”. Dio ha rivolto il suo sguardo su di noi e col Natale si è fatto uomo. Il volto di Dio è un volto buono, luminoso, come può guardare solo uno che vuole bene. Dev’essere molto amaro se qualcuno ci dicesse: non ti guarderò più in faccia, e girasse il volto dall’altra parte. Noi vogliamo guardare come guarda Dio, volendo bene. Avremo pace in noi, saremo in pace con Dio e con gli altri, sarà un anno più bello. Papa Francesco per il nuovo anno e la giornata mondiale per la pace ha scritto un messaggio di 8 pagine, che io ho ridotto a mezza facciata. Vediamo cosa ci dice il nostro papa. Vinci l’indifferenza e conquista la pace Dio non è indifferente! A Dio importa dell’umanità! Il 2016 ci veda tutti fermamente e fiduciosamente impegnati a realizzare la giustizia e la pace. Sì, la pace è dono di Dio e opera degli uomini. Le guerre e le azioni terroristiche, i sequestri di persona, le persecuzioni per motivi etnici o religiosi, hanno assunto le fattezze di una “terza guerra mondiale a pezzi”. L’indifferenza costituisce una minaccia per la famiglia umana. Dall’indifferenza verso Dio scaturisce l’indifferenza verso il prossimo e verso il creato. Ne scaturisce un umanesimo falso, legato ad un pensiero debole, relativistico e nichilistico. L’uomo pensa di non dovere niente a nessuno, e pretende di avere solo diritti. Si conoscono i drammi che affliggono l’umanità, ma non ci si sente coinvolti, non si prova compassione per gli altri. E così non si è in pace con Dio, né con il prossimo, né con il creato. Dio, invece, non è indifferente. Egli osserva, ascolta, conosce, e scende a liberare il suo popolo dalla schiavitù d’Egitto. Con Gesù, Dio si fa uomo. La misericordia è il cuore di Dio. Perciò dev’essere anche il cuore di tutti noi, membri dell’unica grande famiglia dei suoi figli. L’amore per gli altri è la misura con cui Dio giudica le nostre azioni. Le famiglie sono chiamate ad una missione educativa primaria ed imprescindibile. Esse costituiscono il primo luogo in cui si vivono e si trasmettono i valori dell’amore e della fraternità, della convivenza e della condivisione, dell’attenzione e della cura dell’altro. Esse sono anche l’ambito privilegiato per la trasmissione della fede, cominciando da quei primi semplici gesti di devozione che le mamme insegnano ai figli. Ogni ambiente educativo possa essere luogo di apertura a Dio, di dialogo, in cui il giovane si senta valorizzato nelle proprie potenzialità e impari ad apprezzare i fratelli. Ciascuno è chiamato a migliorare la realtà in cui vive, a partire dalla propria famiglia, dal vicinato e dall’ambiente di lavoro. Desidero, in quest’Anno giubilare, formulare un pressante appello ai responsabili degli Stati per creare posti di lavoro dignitoso per contrastare la piaga sociale della disoccupazione. Vorrei invitare a compiere azioni efficaci per migliorare le condizioni di vita dei malati. Affido queste riflessioni, insieme con i migliori auspici per il nuovo anno, all’intercessione di Maria Santissima, Madre premurosa per i bisogni dell’umanità, affinché ci ottenga dal suo Figlio Gesù, Principe della Pace, l’esaudimento delle nostre suppliche e la benedizione del nostro impegno quotidiano per un mondo fraterno e solidale.

Padre Nicola, Missionario redentorista