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04
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IV Domenica ordinaria (anno liturgico C) Di fronte alla verità

Il Vangelo della Domenica
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Gesù a Nazaret afferma di essere Colui di cui avevano parlato i Profeti. I suoi concittadini rimangono ammirati della sua sapienza, ma non possono accettare che sia il Messia uno di cui conoscono vita e miracoli. Ci domandiamo: ma se quel tale parlava bene, diceva la verità, realizzava le profezie, perché rifiutarlo?
Anche oggi non è raro incontrare persone che accettano o rifiutano delle proposte, non per la cosa in se stessa, ma per la provenienza.
Recentemente in TV una simpatica signora lamentava che degli operai, avendo fatto dei lavori in casa sua, l’avevano tanto ringraziata di come erano stati trattati, e ne avevano parlato bene anche fuori; dopo qualche giorno, in una TV privata, quegli stessi operai, venuti a sapere che lei era lontana parente di un certo uomo politico, dissero: “l’avessimo saputo prima, le avremmo bruciato la casa”!
Con amarezza la gentile signora aggiunse:“Ma io voglio essere giudicata per quella che sono e faccio, e non per la parentela, o per il nome che porto”. “Grazie, signora! Ti chiediamo perdono per quegli operai …” !
I valori
Ricorderemo tutti i tre simpatici giovanotti di Livorno, che alcuni anni fa misero in ridicolo rinomati critici d’arte! I tre ilari toscani avevano scalpellato teste di pietra, facendole passare per opera di Modigliani. Secondo i critici, se quei “ritrovati” venivano riconosciuti del grande artista erano capolavori, diversamente una nullità. Ma l’opera vale per se stessa, o per la firma che porta ? ! Lo stesso grande Omero qualche volta sonnecchia, abbiamo imparato da ragazzi! Qualche pagina e alcuni versi dell’Iliade sono nell’ordinarietà delle cose.
Amare, essere misericordiosi, parlar bene, non equivalgono a buonismo, e tantomeno a qualunquismo, ma esigono verità e giustizia. “Amore nella verità”.
Essere Profeti
Comunque siamo venuti al mondo, dobbiamo fare della nostra vita qualcosa di bello.
Vivere bene, onestamente, e proporlo a tutti con la parola e con l’esempio, è ciò che Dio progetta per ciascuno di noi; è la nostra vocazione, anche a costo di essere derisi e perseguitati. E’stata l’esperienza del profeta Geremia, di Gesù, e dell’apostolo Paolo. Tante sofferenze, ma nulla li ha distolti dalla loro missione.
La vocazione emerge nelle situazioni che ci troviamo a vivere. Un giovane mi confidava che era molto impegnato in Parrocchia, era catechista, riusciva bene negli studi universitari, ma tutto ciò gli sembrava poca cosa. Gli dissi: “rifletti bene; forse il Signore ti chiama ad una vita sacerdotale, missionaria, o ad altro. Non ti basta ciò che stai facendo”. Dopo anni, ho saputo che è sacerdote Gesuita.
Diceva Martin Luther King: non è importante quel che tu sia o faccia nella vita, ma che tu faccia il meglio, e sia il meglio di qualunque cosa sia. Conosciamo bene il nostro Maestro. Gesù fece bene ogni cosa, passò facendo del bene, e diceva: ”Imitate me; fate come ho fatto io”. Amen !

Padre Nicola, Redentorista