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III Domenica di Quaresima (anno liturgico C) Dio è con noi

Il Vangelo della Domenica
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Chi di noi in situazioni difficili non avrà detto, o almeno qualche volta avrà pensato: Ma che male ho fatto perché mi capiti tutto questo?! Perché Dio mi ha abbandonato?! Son molti a pensare che subire il male sarebbe la conseguenza dell’aver agito male. Gesù ci dice che non è così. Soffrono sia i colpevoli che gli innocenti. Dio inoltre non solo non manda sofferenza, malattia, o morte, ma, al contrario, è vicino a chi soffre. Gesù ha istituito il Sacramento dell’Olio degli infermi proprio per il conforto del malato. Chi agisce male di certo procura dolore a se stesso e agli altri, indipendentemente che si sia innocenti. Impellente quindi il richiamo di Gesù: Convertitevi, altrimenti finirete tutti male. Che Dio poi ci sia venuto incontro per aiutarci nei modi più diversi, il popolo d’Israele lo ha sperimentato fin dagli inizi della sua storia. “Eravamo schiavi in Egitto, maltrattati, e Dio è sceso a liberarci. E’ stato con noi nel deserto, ci ha mandato la manna, ha fatto scaturire l’acqua dalla roccia, ci ha mandato i Profeti, e in fine ci ha inviato il suo Figlio amato Gesù”. Gesù è davvero “L’Emanuele”, il “Dio con noi”.
L’albero che non porta frutto
Nonostante tutte le infedeltà, pur essendo noi l’albero cattivo, che non porta frutto, Dio è paziente e misericordioso; non lascia nulla di intentato perché ci si converta, operando giustizia e amore. Ne scaturirebbe corresponsabilità, onestà, voglia e gioia di vivere; staremmo tutti meglio. L'angelo del Signore che apparve a Mosè in un roveto che bruciava, e non si consumava, è la parola di Dio che illumina e riscalda la nostra vita, e non si esaurisce. Questa parola viva è Dio con noi.
Come si è Cristiani Ancora un richiamo da parte di Gesù. Non era sufficiente essere circoncisi per far parte di Israele, popolo dell’alleanza; non basta ricevere i Sacramenti per riconoscersi discepoli di Gesù, se poi la vita è in contrasto con la Parola di Dio, con il Vangelo. “Vi riconosceranno per miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri, se vi amerete come io ho amato voi”, ci ha lasciato come testamento Gesù. Vivere così potrebbe sembrare difficile, ma non lo è. Sono tanti gli aiuti che riceviamo da Dio e da persone che ci vogliono bene.
Conclusione
Tutte queste verità le abbiamo espresse nella preghiera iniziale, che ripetiamo: Padre santo e misericordioso, che mai abbandoni i tuoi figli, infrangi la durezza della mente e del cuore, perché sappiamo accogliere i tuoi insegnamenti, e portiamo frutti di vera e continua conversione. Amen!
Padre Nicola, Redentorista

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