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05
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XVIII Domenica dell’anno liturgico C . COME VIVERE SAGGIAMENTE … I rapporti umani

Il Vangelo della Domenica
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Due fratelli chiedono a Gesù di fare da giudice per una questione di eredità. Quanti parenti, di fronte a testamenti e divisioni di beni, si guardano con ostilità, pronti a prevaricare l'uno sull'altro, per accaparrarsi la parte migliore!
Gesù rifiuta di intervenire a questo livello, ma illumina mente e cuore per un giusto ordine delle cose. Si tratta di liberarsi da ogni egoismo e cupidigia, perché, anche se uno è nell'abbondanza, la sua vita non dipende dai suoi beni. Cioè la tranquillità e la felicità, non si riducono al possesso dei beni terreni, pur utili e necessari al nostro vivere. La parabola del ricco, che finalmente pensa di godersela, ne è chiara illustrazione. Il protagonista della parabola dimostra stoltezza nei suoi calcoli; ha fatto tutti i conti, ma ha omesso quello della morte; ha pensato ai suoi giorni, ma non all’ultimo. E sappiamo bene che con la morte non porteremo nulla con noi di materiale; non si è mai visto dietro il carro funebre un auto per trasloco beni …! Invece il vivere bene, l'amore e il bene operato ci introdurranno nell’eternità felice; i beni terreni ci gioveranno se li abbiamo vissuti guardandoci attorno, e abbiamo allungato la mano per soccorrere chi era in necessità, impegnandoci a costruire un mondo più solidale e fraterno. Soltanto così per l’eternità ritroveremo in pienezza ciò che di bello nell’esistenza terrena abbiamo appena assaporato.
Vanità di vanità …
La salute, la cultura, il lavoro, il benessere economico, lo sport, gli affetti familiari, sono tutti valori meravigliosi, che vanno vissuti per quello che sono, mai facendone degli assoluti, perché prima o poi ci mancheranno. Figlio, padre, madre, non sono il “tutto” della vita; e così il lavoro, lo sport, lo svago; visti e vissuti bene e alla luce della fede, con lo sguardo oltre il Venerdì Santo, tenendo presente il Mattino di Pasqua e la gioia del Risorto, non diremo mai “tutto è vanità”, ma “tutto è bello”, perché lo sarà ancor di più per l’eternità.. A M E N !

Padre Nicola Fiscante, Redentorista