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XXVII Domenica (Anno liturgico C) Il male, la sofferenza nel mondo e la nostra fede in Dio

Il Vangelo della Domenica
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La situazione che sta davanti agli occhi del profeta Abacuc non invita all’ottimismo: contese, lotte, violenze, dolori a non finire. Dio sembra non rendersene conto, o potrebbe sembrare addirittura assente, o impotente. Si domanda il profeta: “Fino a quando durerà tale situazione?!”. Per la presenza del male nel mondo e del dolore l’uomo si è posto sempre tante domande; sono state la causa di tanti atei lungo i secoli. Come non pensare allo scrittore-filosofo Lucrezio che affermava: “Se Dio non può togliere il male dal mondo, che Dio è?! E se può e non vuole, non è un Dio buono! Dunque, per l’una e per l’altra ragione, non credo … ”. E B. Russel, matematico e premio nobel per la letteratura nel 1950, scrive nel suo libro “Perché non sono cristiano”: “Entrate in Ospedale e guardate una corsia di bambini ammalati …; se ancora ve la sentite di dire che “Dio esiste ed è buono”, siete tanto crudeli quanto il Dio in cui credete”. Riprendiamo ora la nostra domanda: “Perché tanto male e dolore nel mondo, e fino a quando?!; e Dio dov’è?!”. Secondo gli storici, da quando l’uomo è sulla terra, si contano 3 miliardi e mezzo di morti ammazzati. Lotte, guerre, guerriglie, violenze di ogni genere, ingiustizie sociali; quanti morti, quante sofferenze! Pensiamo alle vittime di Aleppo, e di tane altre parti del mondo! “Se vivessimo secondo i Comandamenti; se amassimo Dio e il prossimo, come ci ha insegnato Gesù, come andrebbe bene il mondo! Come staremmo meglio tutti quanti noi!”, lamentava Papa Luciani. Abele non l’ha ucciso Dio; le guerre non le fa Dio. Dio rispetta la libertà umana, soffrendo per le tante ingiustizie; permette che mettano in croce perfino il suo Figlio, l’innocente Gesù. E di fronte a malattie e cataclismi, eruzioni vulcaniche e terremoti, di cui non è causa l’uomo, ricorderemo sempre la caducità umana; “passa la scena di questo mondo” …! Dio c’è, e gioisce e soffre con noi. Tante volte ci ha parlato ed è intervenuto nei diversi modi nella storia; ci ha mandato il suo Figlio Gesù, morto e risorto, e che sarà giudice di tutti. Ciascuno sarà giudicato secondo le proprie azioni; avremo una eternità beata, come quella di Gesù risorto e che vive nella gloria, o una infelicità eterna, come quella di Satana. Al profeta Abacuc Dio risponde, perché lo dica al suo popolo, e lungo i secoli venga detto a tutti: “Soccombe colui che non ha l’animo retto, mentre il giusto vivrà per la sua fede”. L’apostolo Paolo ricorda a Timoteo che il dono che gli è stato dato è “uno spirito di forza, di amore, di saggezza; non di timidezza e di vergogna”. Gli apostoli dissero a Gesù: “ Accresci in noi la fede!”. E Gesù: <<Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso : “Sradicati e va’ a piantarti nel mare”, ed esso vi obbedirebbe; spostereste le montagne!>> ! Ma noi diciamo: “Signore, le montagne le spostiamo con la dinamite; donaci la fede per spostare noi stessi, che siamo più duri di una montagna”. Quando si parla di Dio, o si dice di credere o non credere in Dio, di quale Dio parliamo, quale Dio vogliamo che esista ?! Gesù ci ha rivelato il vero Dio: “Dio mio e Dio vostro; Padre mio e Padre vostro”. Se crediamo così e avremo fatto tutto quello che ci “è stato ordinato”, diremo: “Abbiamo fatto quanto dovevamo fare!”; il mondo andrà meglio, e sarà, certo, più bello! AMEN !

P. Nicola Fiscante, Redentorista