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XXIX DOMENICA DELL’ANNO LITURGICO C. Cosa possiamo fare per migliorare questo nostro mondo

Il Vangelo della Domenica
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Cosa possiamo fare per migliorare questo nostro mondo  La Parola di Dio ci presenta la realtà in cui siamo immersi, troppo spesso poco entusiasmante. Un giudice dovrebbe, con imparzialità e tempestività, difendere una povera vedova; ma il magistrato si comporta in tutt’altro modo: non teme né Dio, né gli uomini, perché si faccia giustizia. Ci viene così presentata l'arroganza del potere, che spesso non è al servizio dei cittadini e del bene comune. Fortunatamente non tutti si arrendono a questo stato di cose, proprio come fa la vedova del Vangelo, che più volte e con insistenza si reca dal giudice, pretendendo giustizia, e in fine l’avrà vinta. Dirà infatti il giudice: “anche se non temo Dio e non ho rispetto di nessuno, poiché questa vedova è così molesta, le farò giustizia, perché non venga più ad importunarmi". Precisa Gesù: "Avete udito ciò che dice e fa il giudice disonesto. E Dio non farà giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Un Dio che è buono e vuole il bene dei suoi figli, vi dico, farà loro giustizia prontamente" (qualcuno traduce "all'improvviso", o "quando meno te lo aspetti"). In conclusione, siamo un po’ tutti come quella povera vedova, deboli, senza alcun potere; eppure questa debolezza, con la costanza e una preghiera insistente, diviene una forza potente presso Dio e presso gli uomini. Papa Francesco ha ribadito: “I miracoli ci sono ancora oggi, ma bisogna lottare con Dio, come fece Mosè”. Mosè pregava, con le mani alzate verso il cielo, mentre Israele affrontava in battaglia Amalek. Mosè impersonava tutto il popolo, e quando lui pregava, il popolo di Israele vinceva; non appena Mosè abbassava le mani, subito prevaleva il nemico. Nella preghiera costante, e nel non arrenderci agli uomini, possiamo trovare il fondamento per edificare un mondo più giusto, più a misura d’uomo, di figli di Dio e di fratelli. I Santi della preghiera, infatti, sono coloro che più hanno fatto progredire il mondo. Con la preghiera ci si sente più uniti a Dio che è Padre, e, di conseguenza, si è più uniti agli uomini, fratelli; ci si impegna con tutte le forze per ottenere il riconoscimento dei propri diritti. Diceva il Papa Giovanni Paolo II: “se Dio muore nella mente e nel cuore dell’uomo, l’uomo non starà meglio, perché si sentirà più solo”. A ragione, dunque, vogliamo concludere con le stesse parole dell’Apostolo Paolo a Timoteo: “Tutta la Parola di Dio è utile per insegnare la verità, correggere gli errori, educare a vivere in modo giusto”. Sia per tutti così ! Amen !
P. Nicola Fiscante, Redentorista
Nota: San Gerardo Maiella, fratello coadiutore Redentorista, di cui oggi ricorre la festa liturgica, è per noi un esempio meraviglioso di tutto quanto abbiamo meditato, come già Domenica, 25 Settembre scorso, abbiamo avuto modo di riflettere, avendolo festeggiato solennemente a Frosinone. “La nostra devozione e venerazione dei Santi è autentica se c’è l’imitazione”, scriveva S. Agostino.