NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta.

Approvo
17
Fri, Nov
68 Nuovi articoli

Sant’Anna Arresi. Nuove produzioni discografiche per la musica del festival “Ai confini tra Sardegna e jazz”

Spettacolo
Aspetto
Condividi


Il jazz, a Sant’Anna Arresi, non è solo concerti dal vivo nella piazza del Nuraghe. Da anni si va concretizzando in maniera sempre più convinta un’attività di produzione discografica inerente la musica suonata al festival “Ai confini tra Sardegna e jazz”, che andrà in scena quest’anno per la trentaduesima volta, dal 1° al 10 settembre. Un’azione importante in primo luogo sotto il profilo culturale: musica eminentemente estemporanea, il jazz ha da sempre avuto un legame privilegiato con la registrazione fonografica, ciò che permesso alle immortali improvvisazioni di Louis Armstrong, Duke Ellington, Charlie Parker, Miles Davis e di tutti gli interpreti della grande musica afroamericana di essere ascoltate in tutti gli angoli del pianeta e di fare del jazz un linguaggio universale. Insomma, se c’è una forma d’arte che si è giovata di ciò che Walter Benjamin definì “riproducibilità tecnica”, questa è sicuramente il jazz in tutte le sue svariate forme e correnti, senza per altro – contrariamente a quanto sosteneva il filosofo tedesco – perdere l’ “aura” dell’hic et nunc. Ben conscia di questo dato di fatto, l’associazione Punta Giara anche quest’anno, in occasione dello svolgimento del festival che organizza, si appresta a presentare tre produzioni discografiche, fra cui spicca senz’altro “Live in Sant’Anna Arresi” del Summit Quartet, registrato il 10 settembre 2016. Un poker d’assi formato dalle ance di Mats Gustafsson e Ken Vandermark, il basso acustico di Luc Ex e la batteria di Hamid Drake: come si è scritto a commento del concerto un anno fa, «una band da sogno per chi ama la musica improvvisata radicale […] un set mozzafiato, di rara potenza espressiva, con le ance spinte verso il parossismo e i due ritmi a tessere trame ritmiche variegate e sempre sorprendenti». L’album consta di un doppio vinile (evviva!) con custodia di ottima fattura grafica (nella foto sopra) su cui appare la figura stilizzata di Frank Zappa, il musicista cui era dedicato il XXI Festival “Ai confini tra Sardegna e jazz”. “Zappa Speech Project”, lavoro del chitarrista Andrea Massaria presentato anch’esso nella rassegna dell’anno passato, è il titolo del secondo album che sarà presentato nel corso del festival. «Il personaggio Zappa – così si recensì il concerto – è stato costruito certamente sulle peculiarità delle sue composizioni e sull’eclettismo dell’ispirazione: nondimeno, le sue dichiarazioni, le sue interviste, le sue prese di posizione e i feroci attacchi all’establishment e al modello di vita a stelle e strisce hanno contribuito ad edificare la sua figura di artista tanto engagé quanto difforme. Massaria ha così pensato bene di utilizzare gli spezzoni più significativi di quelle prolusioni per disegnarne la prosodia – ovvero il ritmo, le quantità sillabiche, gli accenti e l’intonazione – e trasferirla sul pentagramma. Servendosi di due manipolatori di live electronics (Walter Prati e Patrick Lechner), le frasi di Zappa sono state via via distorte per entrare infine dentro una musica costruita, per l’appunto sulla prosodia delle stesse, dalla tessitura fitta, consistente, spigolosa. […]Una proposta fra il concreto e il concettuale che ha ripreso con successo il versante radicale del panorama zappiano». Affiancavano Massaria i batteristi Bruce Ditmas e Cristian Calcagnile, il vibrafonista Pasquale Mirra e il pianista Giovanni Mancuso. Risale all’edizione numero ventinove, quella svoltasi a cavallo fra il dicembre 2014 e gennaio 2013 in una tensostruttura, “Flut3ribe”, frutto dell’omonimo ensemble formato da Stefano Leonardi al flauto e flauto basso, Stefano Benini al flauto, flauto alto, didjeridoo e koncovka (flauto ligneo della tradizione slovacca), Michele Gori al flauto e ottavino, Andrea Tarozzi al pianoforte e Nicola Stranieri alla batteria. Benini è sicuramente uno dei migliori specialisti del flauto in ambito jazzistic, del quale è anche accurato studioso: ha infatti pubblicato nel 2010 il saggio “Il flauto jazz. La storia, i protagonisti, il repertorio, il metodo. Anche Gori ha numerose registrazioni e pubblicazioni didattiche al proprio attivo, mentre Leonardi ha recentemente pubblicato un nuovo disco per la britannica Leo Records, un progetto italo-svizzero sulla musica di Thomas Chapin, compositore e multistrumentista statunitense prematuramente scomparso nel 1998. La “tribù dei flauti” oltre che per la singolarità del combo si è distinta per una proposta aperta sia alla libera improvvisazione che al folklore immaginario e alla elaborazione di standard del jazz. Una quarta produzione – “Live In Sant’Anna Arresi”, del duo formato dal polistrumentista Roscoe Mitchell e dal pianista Matthew Shipp, registrata l’8 agosto del 2015 – distribuita dall’etichetta RogueArt, sarà presentata a New York, nella prestigiosa cornice della Carnegie Hall, il prossimo 27 gennaio, con il corredo di una conferenza stampa e di un concerto, davanti ai giornalisti delle maggiori testate del settore e dei rappresentanti di Punta Giara: «L’associazione – si spiega in una nota – sta lavorando per realizzare in occasione di questo importante evento una tre giorni di promozione a carattere culturale e turistica dell’intera nostra isola, con artisti, materiale video e fotografico che saranno presentati prima, durante e dopo il concerto».

Giovanni Di Pasquale

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna