Ieri ci ha lasciato Roberto Coroneo, qualche settimana dopo Antonio Romagnino. Ma se la scomparsa del vecchio professore ed intellettuale era nell’ordine naturale delle cose quella di Roberto Coroneo no. Un pensiero affettuoso alla madre ed alla sua famiglia e agli allievi per i quali un maestro è uno di famiglia a tutti gli effetti. Roberto non aveva figli naturali. Ma ne aveva decine di quelli d’anima e di testa perché le sue capacità erano straordinarie anche come didatta . Per stare dalla parte degli studenti e per un’istruzione ed università pubbliche e di qualità si era trasformato in un professore di strada, portando nelle piazze, nelle gradinate, negli incroci le lezioni e stando là dove stravano le ragazze ed i ragazzi che combattevano e combattono per il futuro. Con tanti docenti dimostrò che l’Università poteva tornare ad essere il luogo che era stato alle origine.
Clerici vagantes tra la gente, capaci di sottrarre ricerca e cultura alla morte. Esemplare quel momento. Segno di una militanza intellettuale volta al bene comune. E Roberto Coroneo era un vero militante. Della Costituzione ad esempio come ebbe a dire partecipando alla Lectio magistralis tenuta da Salvatore Settis il 27 marzo 2010 “ Tuvixeddu. Bene comune o attività edilizia?”, organizzata da Sardegna Democratica a Cagliari. Lo aveva dimostrato scrivendo con gli altri docenti delle discipline storiche, storico-artistiche e archeologiche dell’Università di Cagliari (seguiti da quelli dell’Università di Sassari) un documento che analizzava - entrando nel merito e dissentendo - la sentenza del TAR che annullò l'allargamento del vincolo sul colle di Tuvixeddu proposto dalla Commissione del Paesaggio, nominata dalla Regione ai sensi del Codice Urbani, e che il TAR non ritenne legittima. Che gioia provò quando nel marzo del 2011 il Consiglio di Stato alla fine ritenne che la parte residua del colle debba essere solo risanata dagli sfregi e tutelata per sempre. Come studioso e docente era sempre laicamente schierato – con garbo e con fermezza- perché i beni culturali siano un valore collettivo e sociale e non oggetto di spregiudicate valorizzazioni. Lo sostenne con forza il 3 ottobre 2009, ad Ollolai quando organizzammo l’iniziativa: “Autogoverno e Sovranità della Sardegna” ed a Cagliari dal 4 al 7 novembre del 2010 in quelle belle giornate di formazione politica "Terra-Aria-Acqua-Fuoco” a cui diede un generoso contributo. Perché una delle sue caratteristiche erano la generosità di sé e del suo sapere e la sua disponibilità. A lui si deve l’inizio della divulgazione in rete nata con i siti tematici della Regione. Collaborò specialmente al Sito Cultura, esempio di come si può parlare a tutti senza perdere la complessità del sapere. La stessa disponibilità e gratuità ha mostrato nel “Corpus delle antichità sarde” in cui attraverso un accordo tra Regione ed Università di Sassari e di Cagliari 40 giovani ricercatori furono coinvolti a schedare e mettere in rete il racconto della Sardegna attraverso la sua migliore cultura materiale e la sua migliore gioventù. Creare lavoro nei settori della cultura era un’altra scommessa ed una speranza. Bella e preziosa la sua bibliografia scientifica e divulgativa, nel solco di quel gigante che è stato Raffaello Delogu, ma altrettanto sorprendente la sua creatività ed il suo eclettismo in diversi settori. In questo sito si firmava con lo pseudonimo Leto Atreides. Nel romanzo Dune è il duca di Caladan vissuto nel 10140. Il duca Leto è tra i personaggi più autorevoli del romanzo; un perno nell’ambito delle grandi case feudali dell'Impero di Shaddam IV. Capace di essere eroe irresistibile ma anche mediatore in difficili controversie tra le grandi case feudali! Il duca della fantascienza muore per difendere il pianeta Arrakis dove era stato mandato per cacciare gli Harconnen temibili avversari. Ieri anche il nostro duca Roberto Coroneo è morto davvero. Gli sia lieve la terra come lieve è stata la sua breve vita. A me mancherà anche il vicino di casa in quella piccola comunità – quasi un paese- che è il Corso Vittorio Emanuele di Cagliari dove era amatissimo. di Maria Antonietta Mongiu fonte Sardegna Democratica
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Una torta di tre metri di diametro e uno sfilatino di 60 metri farcito di nutella hanno consacrato ufficialmente ieri sera a Sant'Antioco la riapertura di Corso Vittorio Emanuele dopo i lavori di rifacimento del selciato. La manifestazione, con taglio del nastro da parte del Sindaco, è stata organizzata dall'associazione “Sa Passillara” che per l'occasione ha preparato la e l'inusuale baguette.