Tentazionidellapenna

SULCIS WEB - WEB TV - WEB NEWS

Hotel Sardegna

Sat19052012

Ultimo aggiornamento11:26:27 AM GMT

RADAR. SENTENZA TAR. PARERE COMITATI NORADAR

  • PDF


La sentenza del TAR depositata lo scorso 27 gennaio 2012, oltre a dichiarare l’improcedibilità dei ricorsi per la cessazione della materia del contendere in quanto il Ministero delle Infrastrutture ha revocato le autorizzazioni dello scorso febbraio, riconosce fondato il ricorso presentato da Italia Nostra e condanna Stato e Regione a pagare le spese processuali. Questo provvedimento del Tribunale Amministrativo chiude definitivamente il capitolo radar nei siti di Sant’Antioco, Fluminimaggiore, Tresnuraghes e Argentiera. I Comitati NOradar Sardegna, nell’esprimere soddisfazione per l’importante risultato raggiunto, ringraziano tutti coloro che a vario titolo si sono impegnati,

in primo luogo le comunità locali che si sono mobilitate e hanno sostenuto anche economicamente la lotta NOradar, l’Associazione Italia Nostra e il Comune di Tresnuraghes per aver presentato i ricorsi al TAR, gli avvocati Andrea e Paolo Pubusa e l’Avvocato Giuseppe Longheu per aver difeso con competenza e passione le ragioni dei NOradar e un particolare ringraziamento al prof. Massimo Coraddu per aver supportato tecnicamente l’attività legale. Quest’ultimo pronunciamento del tribunale amministrativo regionale della Sardegna si aggiunge alla precedente ordinanza dello scorso ottobre con la quale il TAR sospendeva l’installazione dei radar perché esisteva il fondato pericolo che queste apparecchiature avrebbero potuto arrecare seri danni alla salute dei cittadini e all’ambiente a causa dell’emissione di onde elettromagnetiche. Pericolo che si ripropone in egual misura nei nuovi siti individuati dalla GdF a Cagliari, Carloforte, Cabras e Alghero. Su questi territori il movimento NOradar Sardegna sta avviando una campagna di informazione, di mobilitazione e di coinvolgimento della comunità per impedire l’installazione dei radar. Resta ancora da capire chi pagherà i costi del ripristino conseguente al danno ambientale arrecato in alcuni siti dove si sono iniziati i lavori e in particolare al promontorio di Capo Pecora, dove è stato realizzato abusivamente uno sbancamento con relativo movimento terra di enormi proporzioni. I Comitati NOradar, che a suo tempo hanno denunciato l’abuso alla Procura della Repubblica, invitano il Sindaco di Fluminimaggiore ad ordinare all’appaltatore, con decorrenza immediata, la rimessa in pristino dei luoghi deturpati per evitare un’ulteriore degrado a causa del dilavamento in atto. Allo stesso modo chiedono che vengano verificate eventuali responsabilità individuali di quanti hanno partecipato all’iter autorizzativo, affinché il costo della causa amministrativa non gravi su Stato e Regione e quindi sull’intera collettività.Cabras 29 gennaio 2012 Comitati NOradar Sardegna

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna