Una dettagliata interrogazione sul Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna, la seconda in poco più di venti giorni, è stata presentata, al Presidente della Regione, da Giorgio Locci, consigliere regionale del PdL. Il consigliere regionale, nel documento, sottolinea come le sedi distaccate d’area del Parco Geominerario siano state istituite sulla base di una precisa disposizione contenuta nello statuto del Consorzio del Parco (art. 2, comma 3), ma soprattutto per creare una rete di collegamento per una gestione unitaria e coordinata delle otto aree in cui è stato suddiviso il progetto che portò al riconoscimento dell’Unesco e alla sua istituzione per dare rappresentanza e rilievo alle diverse peculiarità geologiche, giacimentologiche, minerarie, ambientali e storico culturali presenti in tutte le aree. Inoltre, si legge nell’interrogazione, l’istituzione delle stesse sedi d’area ha dato avvio a un grande processo di collaborazione tra la sede centrale del Parco e le realtà locali che ha consentito di mettere in atto le prime azioni di coordinamento con l’obiettivo di costruire una sistema unitario di gestione arricchito dalle varie specificità presenti nelle diverse aree del Parco, tutte meritevoli di attenzioni per la loro valorizzazione.
«Purtroppo – prosegue - con la delibera commissariale del 2009 si sono soppresse le sedi distaccate d’area e ciò avrebbe determinato l’interruzione dei contratti di collaborazione con i relativi responsabili con la perdita delle professionalità acquisite».Infine, secondo il consigliere regionale «è indispensabile sottoscrivere una specifica intesa tra il Ministero dell’Ambiente e il Presidente della Regione Sarda per dare attuazione alla proposta di riordino del Consorzio del Parco nel rispetto della volontà degli organi statutari» in quanto «solo attraverso tale procedura si potrà finalmente rendere operativo lo strumento che il Parlamento e il Governo, d’intesa con la Regione Sarda, hanno individuato, nel rispetto degli impegni assunti con l’Unesco, per promuovere lo sviluppo e la rinascita culturale, sociale ed economica delle aree minerarie dismesse della Sardegna come è avvenuto e sta avvenendo con eccellenti risultati nei vecchi bacini minerari europei». Lunga, precisa e dettagliata, è la parte finale dell’interrogazione in cui Giorgio Locci chiede di conoscere particolari importanti sulla gestione e sulle somme (4.170.000 euro) destinate ai diversi progetti e programmi.
Il riferimento è
- alla realizzazione la Segnaletica e cartellonistica del Parco per la quale erano stati stanziati 200.000 euro nel bilancio 2009;
- alla realizzazione del Progetto Cala Domestica per il recupero della vecchia ferrovia, la realizzazione di aree attrezzate e il recupero dei vecchi depositi minerari, per il quale erano stati stanziati 1.000.000 di euro nel bilancio 2009;
- al recupero e alla valorizzazione dell’area mineraria di Canal Grande per la cui realizzazione, nel bilancio 2009, erano stati stanziati 500.000 euro;
- all’attuazione del progetto “Porto Flavia” che prevedeva il recupero della vecchia ferrovia mineraria, il completamento della musealizzazione, la realizzazione dell’area di servizi, il bookshop, il punto di ristoro, la biglietteria, gli spogliatoi, i parcheggi, ecc. in località spiaggia di Masua, per i quali, sarebbero stati stanziati 1.500.000 di euro nel bilancio 2009.
Inoltre, Giorgio Locci chiede di conoscere cosa è stato fatto per il progetto “Masua-Nebida”, per il recupero e valorizzazione del tracciato ferroviario sotterraneo e della laveria Lamarmora, per cui sarebbero stati stanziati 620.000 euro nel bilancio 2009;
- Quali attività sarebbero state poste in essere per la realizzazione del Progetto Fosse Pisane, finalizzato al recupero e valorizzazione degli antichi lavori, nonostante siano stati stanziati 200.000 euro nel bilancio 2009;
- Cosa è stato fatto dal Consorzio del Parco per proseguire il progetto della Rete dei Sentieri del Parco per il quale sarebbero stati stanziati 150.000,00 euro nel bilancio 2009;
- Se risponda al vero che il Consorzio del Parco avrebbe rifiutato la proposta dell’Associazione Pozzo Sella di partecipare al bando della Commissione Europea per la “Promozione di prodotti tematici di turismo transnazionali nell’Unione Europea come strumenti di sviluppo del turismo sostenibile” che avrebbe consentito allo stesso Consorzio di entrare a far parte di un partenariato europeo per la progettazione degli Itinerari Minerari Europei.
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