Esprimo il mio più profondo sdegno e dissenso verso il comportamento del ministro dell’ambiente Stefania Prestigiacomo, che da un lato fa smantellare il radar di Siracusa ( simile ai 4 che vogliono installare in Sardegna ) e dall’altro non esprime nessuna presa di posizione riguardo i 15 radar che vogliono piazzare nella nostra isola ( 2 radar sono già in funzione ). In questi giorni abbiamo avuto la notizia che la Sardegna è la regione più inquinata d’Italia, per varie cause : basi militari , fabbriche che inquinano ed adesso i radar . Vedo un totale disinteresse della classe politica sarda ai reali problemi della nostra isola. Noto invece un grande impegno ( da Mauro Pili , al PDL , al PD ) a sostenere opere come il Galsi . Un altro mitico politico sardo è il Senatore Antonello Cabras : “grande paladino “dell’utilizzo dei radar in Sardegna. Sia il Galsi che i radar porteranno nella nostra isola solo danni all’ambiente e al territorio già degradato. Mi auguro che il popolo sardo prenda coscienza della drammatica situazione, per cambiare lo stato delle cose ed avere a cuore la propria terra.-- Antonello Tiddia Disarmiamoli Sardegna
Zona Franca
SANT'ANTIOCO E IL MITO DI ROMOLO
- 19 Settembre 2011
- Visite: 147
Roma ed Albalonga condividevano attraverso il mito di Romolo una sacra discendenza che rendeva empia questa guerra, perciò i rispettivi sovrani decisero di affidare a due gruppi di rappresentanti le sorti del conflitto fra le due città, evitando ulteriori spargimenti di sangue. Furono scelti per Roma gli Orazi, tre fratelli figli di Publio Orazio, e per Albalonga i tre gemelli Curiazi, che si sarebbero affrontati a duello alla spada. Livio afferma che gli storici non erano concordi nello stabilire quali delle due triadi fosse quella romana e che lui propendeva per gli Orazi perché la maggior parte degli studiosi era in tal senso. Iniziato il combattimento, quasi subito due Orazi furono uccisi, mentre due dei Curiazi riportarono solo lievi ferite; il terzo Orazio, che non avrebbe potuto affrontare da solo tre nemici, vistosi in difficoltà pensò di ricorrere all'astuzia e finse di scappare verso Roma.
I FILM. NON APRITE QUELLA PORCA O RACCONTO DELLA PATONZA.
- 19 Settembre 2011
- Visite: 251
Mi ingaggiarono gli Studios di Hollywood per scrivere la sceneggiature di un porno-pulp all'amatriciana, con venature da spaghetti western e incursioni da commediola anni '70 del tipo Giovannona Coscialunga disonorata con onore. Era un pò di tempo, a dire il vero, che non scrivevo nulla. Almeno nulla che avesse a che fare con l'arte, la bellezza o la dignità stilistica. In questo mestiere lo stile è tutto. Tutto il resto è solo tempo perso e frustrazione. Ma lo stile, quello è tutto. Non ci sono Santi. Venne il Conte Mascetti a ordinarmi il lavoro. Mi disse che era un lavoro importante che avrebbe dovuto ridisegnare la percezione tautologica del silenzio. Che non so bene cosa cazzo voglia dire, ma dà l'idea di qualcosa di difficile e complesso. Mascetti mi disse che il film l'avrebbe dovuto girare quell'animaccia di Quentin . Dovevamo raccontare, io con le parole e lui con le immagini, l'Italia di oggi, persa nelle nevrosi di fine impero, infognata nell'assoluta transumanza delle pecorelle smarrite. Mi misi a scrivere, ma il mio pensiero era totalmente assorbito da Camilla Lopez.







