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Sant'Antioco. Sanità e nuove nomine. Arcipelago del Sulcis: soddisfazione de L’Unione dei Comuni. Ma le isole diventino “sedi disagiate”

Politica Locale
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"Esprimiamo soddisfazione per la nomina di un nuovo responsabile del Distretto Sanitario Arcipelago del Sulcis, che eredita l’ottimo lavoro fatto di basi solide e concrete promosso dal dottor Caracoi, che lascia per la meritata pensione. E quanto si legge in un comunicatoa firma dei sindaci del Distretto Sanitario Arcipelago del Sulcis La nuova responsabile, la dottoressa Caboni, ha già avuto modo di relazionarsi con i Sindaci dell’Unione dei Comuni Arcipelago del Sulcis, Sant’Antioco, Calasetta e Carloforte: abbiamo potuto apprezzare da subito l’attività forte avviata per dare gambe al nostro Distretto Sanitario, testimoniata anche dal fatto che la Asl 7 ha assegnato due nuove unità amministrative (prenderanno servizio presso la Casa della Salute di Sant’Antioco).
Questo rafforzamento del personale, dai noi auspicato da tempo, consentirà di far partire una serie di attività di straordinaria importanza che rispondono alla legittima domanda di salute, come il PUA (Punto Unico di Accesso), che diverrà strategico se legato alle nuove funzioni del neonato Plus attribuite all’Unione. Siamo inoltre piacevolmente colpiti e soddisfatti anche per l’assegnazione al nostro Distretto di un veterinario.Tutto questo segna una grande collaborazione tra Comuni e Azienda: segnali positivi a cui guardiamo con favore, frutto del lavoro della Direzione Generale della nostra Asl guidata dalla dottoressa Campus, che ha manifestato attenzione e sensibilità ai temi del Distretto isole. Adesso occorre assicurare un supplemento di impegno, soprattutto sulla questione dei medici di base e sulla loro conclamata carenza, al fine di porre in essere concretamente le note soluzioni temporanee – che non ci stanchiamo di reclamare – come l’aumento dei massimali. Al riguardo, potrà rivelarsi decisivo colmare l’innegabile gap che pagano le isole: con i colleghi Sindaci, compreso il primo cittadino de La Maddalena, infatti, abbiamo chiesto con forza all’Assessore regionale alla Sanità il riconoscimento di “sede disagiata” dei Comuni che insistono sulle isole minori. Questo “status”, già in uso nella Regione Sardegna proprio in riferimento alla medicina di base, renderebbe i nostri Comuni più appetibili per i potenziali medici di famiglia".

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