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Carbonia. La “Spoon River” della giunta comunale dopo le ennesime dimissioni senza trasparenza di un assessore

Politica Locale
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Fabio Usai, consigliere comunale di opposizione, di fronte al nuovo addio di un assessore comunale – Paola Argiolas, titolare delle deleghe al Personale, Affari Generali e Decentramento, dimessasi ieri, 23 marzo – ha parlato di «cinquina». Argiolas è infatti il quinto assessore della giunta Massidda a gettare la spugna, dopo neppure due anni di mandato dell’amministrazione a Cinque Stelle. Amministrazione monocolore, va ribadito: e chissà che cosa accadrebbe se il colore non fosse solo uno. Ad ogni buon conto, nel frangente, più che alla tombola o al lotto, evocati da Usai, si dovrebbe fare ricorso ai versi di Edgar Lee Masters o a quelli in musica di Fabrizio De Andrè.  Della giunta felicemente (vedi foto) presentata da Paola Massidda dopo l’incredibile sberla rifilata all’antagonista Giuseppe Casti nel ballottaggio del 2016, sono rimasti solo in due, Gianluca Lai, vicesindaco e assessore all’Ambiente e il “padrone” dei numeri del bilancio Mauro Manca. Poco più, vien da dire, della desolazione del “San Martino del Carso” di Ungaretti: «Di tanti/ che mi corrispondevano/ non è rimasto/ neppure tanto».

Ecco dunque che la “Spoon River Anthology” del Movimento Cinque Stelle di Carbonia si arricchisce di una nuova composizione. Come nell’immaginario cimitero che ha immortalato l’avvocato-poeta nella storia della letteratura, i “defunti” avrebbero quasi tutti qualcosa da raccontare. Raramente lo hanno fatto.

Non si parla, ovviamente, della vicenda di Arianna Vinci, che, ricevuto l’incarico di assessore alle Politiche Sociali, si è dimessa nel settembre 2016 per reali problemi personali: sostituita da Loredana La Barbera, attualmente ancora in carica.

Il primo caso di dimissioni “politiche” è quello di Riccardo Cireddu, già assessore ai Lavori Pubblici: lascia l’incarico alla fine di gennaio 2017, per un non meglio precisato «progressivo allontanamento» dal programma di mandato da parte del governo cittadino. Il sindaco, tuttavia, fa intendere di essere stata in procinto di ritirare le deleghe per contrasti sulla condotta dell’assessore. Ovviamente, “more grillino”, nessuno vuole mettere le cose in chiaro e la vicenda rimane avvolta dal velo di un mistero inaccettabile, trattandosi, manco a dirlo, di questioni di interesse pubblico.

Ancor peggio va, sotto il profilo della chiarezza, per quanto concerne la defezione di Carla Mario, candidato più votato alle comunali nella lista del M5S e alla quale erano state affidate le deleghe della Pubblica Istruzione e dello Sport. «Motivi familiari», scrive nella lettera di dimissioni: in realtà, le indiscrezioni chiariscono che le cause delle dimissioni sono state tutte politiche e programmatiche. Ma restano indiscrezioni.

L’addio di Emanuela Rubiu, assessore alla Cultura e Turismo è quello più singolare. Presenta e ritira le dimissioni nel marzo 2017, e, infine, le conferma a giugno: ancora una volta bocche chiuse. La trasparenza può attendere.

Così come può attendere nell’ultima “poesia” della “Spoon River” cittadina pentasteroide: nella lettera di dimissioni dell’ormai ex assessore Argiolas, così ha detto ieri il sindaco comunicandole al consiglio comunale, non erano contenute le motivazioni. Atteggiamento ancora una volta singolare, non trattandosi di fatto privato. Le chiacchiere di palazzo raccontano di forti contrasti fra assessore e sindaco, sfociati nell’esito traumatico.

Ma sono solo chiacchiere. Come prima. Come sempre.

Giovanni Di Pasquale

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