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Cagliari. Successo del Referendum day per “L’inserimento del principio insularità in Costituzione”.

Politica Regionale
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Eccezionale successo del primo Referendum day: raccolte 3000 firme, più di un quarto di quelle necessarie per la consultazione referendaria. L’obiettivo sono le 100.000 firme che renda palese l’unità dei sardi per l’ottenimento di un obiettivo storico. Questa mattina, Sabato 23 Settembre, è stato celebrato in 70 piazze dell’isola il primo Referendum day : mezza Sardegna si è già mobilitata a 10 giorni dal via per la raccolta firme dato dal Comitato promotore, un movimento del tutto trasversale, costituito da uomini di cultura e delle Istituzioni, Sindaci, imprenditori e cittadini disposti a battersi per la propria isola,appartenenti a tutte le aree politiche. I risultati di questa prima giornata sono entusiasmanti; grazie a centinaia di volontari sparsi nei comuni sardi, da Cagliari a Sassari,Olbia Oristano, Iglesias, Carbonia Nuoro fin nei comuni più piccoli, sono state raccolte oltre 2000 firme. In pochi giorni le adesioni superano, dunque, le 3000, più di un quarto di quelle necessarie ad indire la consultazione referendaria. Si è fatto un grande passo verso l’obiettivo posto dal Comitato promotore: 100.000 firme al 31.dicimbre, data ultima per la raccolta, e che rappresenterebbe una partecipazione corale dei sardi capace di rendere palese la loro unità verso un obiettivo storico
Un obiettivo facile da declinare: Da un parte, non cedere un millimetro sulla determinazione dell’ampliamento della Autonomia sarda, in un momento in cui la specialità viene messa in discussione in campo nazionale. La Sardegna, in quanto isola, fa storia a se per tutto ciò che ha comportato e comportano la nostra cultura, la nostra storia millenaria, e le nostre tradizioni.L’insularità rappresenta l’incontestabile necessità dei sardi ed il loro sacrosanto diritto di organizzare il proprio assetto istituzionale,economico e sociale con una autonomia di scelta assai più ampia e profonda delle altre regioni d’Italia.
Dall’altra, porre fine alle elemosine di Stato e alle politiche dell’assistenzialismo che hanno fatto danni enormi sui nostri territori e ottenere i nostri diritti: le compensazioni infrastrutturali (trasporti, energia, reti tecnologiche, alta formazione, sanità, fiscalità di vantaggio etc.), legate allo svantaggio dell'insularità, che consentano diritti di cittadinanza e punti di partenza uguali al resto del paese.
Obiettivo questo messo a punto dal nostro comitato scientifico cui partecipano le migliori intelligenzedell’isola cui stanno aderendo di giorno in giorno personalità del mondo della scienza e della società civile come lo scienziato Gianluigi Gessa e l’ex presidente della Regione Federico Palomba.
Un obiettivo che si sta radicando nelle nostre comunità locali come è testimoniato dalla adesione massaccia, dei sindaci sardi, oramai più di 80.
Di seguito i Comuni coinvolti nell’iniziativa: Cagliari, Alghero, Arzachena, Berchidda, Iglesias, Domusnovas, Villamassargia, Olbia, Olmedo, Palau, San Gavino, Sassari, Sinnai, Tuili, Carbonia, Pula, Selargius, Guasila, Giba, Quartucciu, San Sperate, Sestu, Bonorva, Monserrato, La Maddalena, Oristano, Laconi, Terralba, Cabras, Santa Giusta, Ghilarza, Abbasanta, Norbello, Pau, Morgongiori, Musei, Baradili, Busachi, Mogoro, Milis, Piscinas, Senis, Samugheo, Villanova Truschedu, Masullas, Zeddiani, Olzai, Fonni, Masullas, Ottana, Pau, Samugheo, Teti.

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