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Wed, Jul

Carloforte. Dalla storica associazione l’appello per nuovi soci Croce Azzurra, invito al volontariato

S.I. Oggi
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Efficiente, affidabile, indispensabile, lodevole e così continuando con aggettivi che esprimono positività sono i giudizi che i carlofortini manifestano nei confronti della Croce Azzurra di Carloforte, l’associazione di pubblica assistenza, sempre presente e attiva nell’isola da oltre 34 anni. Ma a fronte di queste valutazioni, pressoché unanimi, che trovano riscontro anche nel fatto che quasi in ogni famiglia carlofortina c’è almeno un componente iscritto all’associazione come socio sostenitore, pochi sono, come già si è accennato in questo giornale, i soci effettivi, ossia coloro che volontariamente si mettono a disposizione del sodalizio per operare prontamente in caso di richiesta di intervento. Sembra, e forse lo è, un controsenso. La Croce Azzurra, in tutti questi anni non ha mai “bucato” una sola volta: ha sempre risposto con immediatezza alle chiamate del 118 per soccorrere malati o infortunati e accompagnarli in idonee strutture sanitarie. E lo ha fatto anche in questi ultimi tempi nonostante che i soci effettivi siano diminuiti, grazie allo spirito di abnegazione dei suoi volontari che si sottopongono spesso a dei turni settimanali “pesanti”.
“Purtroppo in questi ultimi anni – ci ha detto Tonio Porricino, presidente dell’associazione – i soci effettivi sono diminuiti: molti hanno dovuto lasciare per limiti di età e non abbiamo avuto nessun ricambio”. I soci effettivi sono meno di una settantina e tra questi i soccorritori e gli autisti non raggiungono la quarantina. Troppo pochi per assolvere un servizio continuo nell’arco delle 24 ore. “Si sta avvicinando la stagione estiva – ha proseguito Porricino – aumenta la popolazione, aumentano gli incidenti e a volte si è chiamati a fare 4 e anche 5 interventi in un solo giorno. Occorrono nuovi volontari e presto, anche perché questi devono sottoporsi ad un periodo di addestramento e di prova”. Indubbiamente c’è un po’ di preoccupazione tra responsabili dell’associazione che non possono sottoporre i volontari a turni stressanti. Da qui l’idea di iniziare una campagna informativa e pubblicitaria con la diffusione di manifesti, di incontri nelle scuole, di appelli da lanciare attraverso i mezzi di comunicazione comunitari locali (due radio e una tv).
Ma anche attraverso l’informazione e il contatto diretto con la gente. L’invito è semplice: se potete diventate volontari, se non potete invogliate i vostri familiari, i vostri amici, i vostri vicini, perché ancor più che per l’associazione ce n’è bisogno per tutta la comunità

Nicolo Capriata

Sulcis Iglesiente Oggi