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Wed, Jul

Masainas. Sesta Edizione della Festa degli Innesti. Innesti di pace, culture e colture

S.I. Oggi
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“Innestiamo la Pace” è la scritta a caratteri verdi su sfondo bianco riportata sullo striscione che ha campeggiato, per due giorni, nei locali del Centro di Aggregazione Sociale, a Masainas: è il motto che ha caratterizzato la Sesta Edizione della Festa degli Innesti, svoltasi, nei giorni 18 e 19 marzo, nella località del Basso Sulcis. L’evento è stato promosso dall’Amministrazione Comunale di Masainas, dal CSA (Centro Sperimentazione Autosviluppo) in collaborazione con il Comitato Antichi Solchi, il CNR e l’Agenzia Laore Sardegna. La presidente del CSA, Teresa Piras, il sindaco di Masainas, Ivo Melis e Ilaria Portas, vice-sindaco e Assessore alla Cultura della medesima località, hanno introdotto e presentato i lavori per lo svolgimento dei quali sono stati formati dei gruppi coinvolgendo gli studenti dell’Istituto Gramsci Amaldi di Carbonia e i ragazzi extra-comunitari ospitati nei centri di Narcao e di Sant’Angelo: il tutto è stato coordinato da agronomi e tecnici che hanno illustrato e dimostrato i passaggi necessari per effettuare un innesto. “Innestare significa, in senso generico, inserire qualcosa all’interno di un corpo estraneo per produrre qualcosa di nuovo - precisa Teresa Piras - e, nel mondo vegetale, significa unire o collegare due rami, inizialmente divisi realizzando una sorta di trapianto tra piante: in queste due giornate il termine innesto abbraccia però anche un altro significato che va al di là dell’unione di due arbusti ma simboleggia l’incontro di culture, diverse per lingua, religione, tradizioni ma che riescono a convivere e a collaborare insieme per costruire un mondo di pace”. Il pranzo condiviso, dove italiani, ragazzi del Bangladesh, del Mali, della Guinea, della Nigeria e di altri paesi martoriati dalla guerra e dalle dittature e avventuratisi su barconi per approdare nelle nostre coste, è stato un momento di convivialità e di scambio, offrendo pietanze tipiche dei loro paesi di origine.
La Festa degli Innesti è nata con lo scopo di riscoprire antiche piante da frutto, sarde, e la loro diffusione: “Gli innesti si rifanno a ciò che succede in natura - sottolinea William Marras, tecnico dell’Agenzia Laore - e stiamo valorizzando e assecondando ciò che la terra ci offre. Non bisogna ricorrere a manipolazioni estreme, dobbiamo programmare una politica efficiente ed è doveroso valorizzare il nostro territorio”. La Marmilla, ha ricordato Marras, è la culla della produzione di grano, il Sulcis per il vino, il Medio Campidano per una grande varietà di ortaggi e, invece, importiamo dal Canada grano trattato con simazina, prodotto chimico che accelera i processi di maturazione e viene raccolto a temperature glaciali. “L’uomo si è sempre nutrito di latte e dei suoi derivati, di carne, oggi piena di antibiotici e ormoni, di pane, di frutta e verdura, trattata, purtroppo con pesticidi e anticrittogamici: chissà perché ora sono presenti intolleranze alimentari, allergie, malattie autoimmunitarie. Lasciamo ai posteri l’ardua sentenza”, conclude Marras.

Mariangela Muntoni (SIO

Sulcis Iglesiente Oggi