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Wed, Jul

Cagliari. Seminario regionale. Un convegno sulle cure neonatali, esperienze e testimoni

S.I. Oggi
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Un incontro nato per riflettere su alcune tematiche legate alla nascita della vita umana, sulle possibili problematiche e sull’accompagnamento dei contesti familiari nei quali si verificano condizioni patologiche. Il tutto con un approccio scientifico e clinico, ma senza dimenticare di mettere al centro l’amore verso il prossimo. Un’empatia che recupera il suo primo significato, quello di soffrire insieme, che è il vero fondamento della medicina della speranza.
Sabato 18 marzo, il Pontificio Seminario Regionale Sardo del “Sacro Cuore di Gesù”, con la collaborazione della fondazione “Il cuore in una goccia ONLUS”, dell’Associazione Italiana Ginecologi Ostetrici Cattolici e dell’Università Cattolica del Sacro Cuore – Fondazione Policlinico Gemelli, ha ospitato a Cagliari un convegno intitolato “Vedere per curare, accompagnare per amare”,
Una mattina dedicata al racconto di un’esperienza di grande rilevanza come quella del Centro di Diagnosi e Terapia Fetale del Policlinico Gemelli di Roma, un centro di eccellenza nel quale vengono praticati protocolli diagnostici e terapeutici all’avanguardia, come la terapia fetale integrata, attraverso la quale si interviene sul feto direttamente nel ventre materno.
Dopo l’apertura dell’incontro, con i saluti e le considerazioni di Don Antonio Mura, rettore del Seminario, il professor Giuseppe Noia, direttore dell’Hospice Perinatale e del Centro per le cure palliative prenatali del Policlinico Gemelli, ha presentato un quadro delle attività del polo ospedaliero, parlando in particolar modo dell’Hospice. Un reparto dove la medicina si accompagna ad un approccio particolare nei confronti del paziente, nel quale è fondamentale il rispetto della vita, senza guardare alle dimensioni dell’essere umano, ma solamente al suo valore.
L’Hospice non è solamente un luogo fisico, ma anche e soprattutto un modo di prendersi cura del feto e del neonato, che opera secondo tre linee principali, prevenire, curare e lenire il dolore, tre concetti che possono essere riassunti nel prendersi cura delle persone. Un percorso che inizia con la diagnosi prenatale, che non diviene uno strumento con il quale diffondere allarmismi e incentivare pratiche di eugenetica, ma rappresenta il primo passo per la prevenzione e per la cura di patologie che, scoperte in maniera precoce, possono essere affrontate più agevolmente.
Un ulteriore passo è quello delle terapie, con la scienza che, negli ultimi anni, ha fatto passi da gigante nella cura di patologie come le malformazioni e la spina bifida. Anche nei casi di diagnosi infauste, l’Hospice prevede una forma di assistenza che pone al centro la dignità dell’essere umano e la vicinanza alle famiglie. Con cure palliative e una terapia del dolore per il cosiddetto feto terminale, che diventa una forma di accompagnamento. Prevenire, curare, limitare i danni fisici e psicologici nei pazienti e nelle loro famiglie, accompagnare quando non si può fare più nulla, tutto nel rispetto dell’essere umano, secondo il magistero della Chiesa e coniugando la fede con la ragione.
La seconda parte dell’incontro è stata dedicata alle testimonianze, presentate da Anna Luisa La Teano, della fondazione “Il cuore in una goccia – ONLUS”. Famiglie testimoni, che portano a tutti la loro esperienza, come quella formata da Gioia e Marco Uda. Una famiglia che ha raccontato il percorso affrontato insieme al loro figlio Giovanni, nato con una grave malformazione al cranio, ma capace di sorridere, di giocare e di vivere spensierato come tutti i bambini. Famiglie che vivono le difficoltà e le raccontano, e famiglie che accompagnano il loro percorso, come Massimo e Pola De Lellis, medici a loro volta, diventati una delle “famiglie cireneo”, volontari che stanno al fianco di chi vive le difficoltà della malattia.
L’incontro in Seminario è terminato con le parole pronunciate da Monsignor Mauro Maria Morfino, Vescovo della Diocesi di Alghero – Bosa, che ha offerto una riflessione sull’importanza di tutelare la vita e la dignità di ogni persona.

Jacopo Casula

Sulcis Iglesiente Oggi