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Wed, Jul

San Giovanni Suergiu. “Donne morte senza riposo”, un’analisi del muliericidio e delle sue dinamiche

S.I. Oggi
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Domenica 19 marzo presso il Bru.Be.Ro. Caffè a San Giovanni Suergiu, le Acli del paese in collaborazione con il Comune di San Giovanni Suergiu e la Fondazione di Sardegna, hanno presentato l’iniziativa un “libro con tè”: l'opera in questione è quella di Nereide Rudas, Sabrina Perra e Giuseppe Puggioni intitolata “Donne morte senza riposo, un’indagine sul muliericidio”. Il libro trova la sua creazione nella drammaticità della vita quotidiana e affronta una tematica sempre più attuale, che è stata esposta al pubblico dal professore Stefano Pira, docente di storia moderna presso l’Università di Cagliari, dalla dottoressa Ilenia Trullu, psicologa e psicoterapeuta, dall’avvocato Eloise Carboni, dalla sindaca Elvira Usai e dalla moderatrice della serata, la dottoressa Sabrina Sabiu. L’opera tratta in maniera specifica del muliericidio e non del femminicidio, il primo termine viene preferito al secondo in quanto maggiormente specifico, esplicativo di un omicidio che non viene effettuato alla donna in quanto tale, ma rivolto alla donna che ricopre un ruolo ben definito quello di moglie e madre, la dinamica delittuosa avviene quindi in un contesto prettamente familiare. “Lo scopo del libro è quello di poter evitare completamente che questo fenomeno accada ancora, bisogna prevenire, ed evitare che le relazioni possano sfociare in violenza” afferma Stefano Pira. Vediamo oggi il fenomeno di donne sole, incapaci di poter comunicare il loro disagio, “si constata un isolamento a livello locale, non c'è più un punto di riferimento, quella persona sulla quale posso fare affidamento, si ha vergogna di poter ammettere all'altro di essere in una situazione di disagio, di malessere” dichiara Ilenia Trullu. “Il sentimento che accompagna queste tragiche situazioni è quello della paura, la paura è lo strumento essenziale del quale il carnefice si nutre non solo per praticare violenza fisica, ma anche quella psichica, producendo fenomeni di manipolazione e coercizione nei quali la donna è vittima, è intrappolata”. A livello giuridico è presente una legge sul femminicidio, quella del 2013, e in questo ambito si sono avute delle conquiste, portate avanti della consigliera regionale Anna Maria Busia, artefice della redazione della legge recentemente approvata all'unaminità alla Camera e in fase di approvazione al Senato. Una prigionia, quella della donna, vista e trattata come oggetto, incapace di poter esprimere il proprio dissenso, di poter affermare la propria libertà in una società, la nostra, che andrebbe rieducata all’ascolto e all’accoglienza del prossimo.

Maria Paola Marongiu

Sulcis Iglesiente Oggi