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Wed, Jun

Carloforte. Il mistero della Sindone narrato da Paolo Pomata

S.I. Oggi
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Molti fedeli al termine della messa serale si sono fermati nella chiesa di San Carlo Borromeo, sabato scorso, per ascoltare le suggestive e coinvolgenti spiegazioni sulla storia e i misteri della Sindone esposte con la consueta chiarezza e maestria dal carlofortino Paolo Pomata, delegato del Centro Internazionale di Sindonologia di Torino per la Sardegna e il Centro Italia. La gente ha ascoltato con attenzione e interesse, quasi affascinata, come bimbi incantati quando ascoltano le favole. Il racconto di Pomata si è snodato nel tempo attraverso i vari passaggi e le diverse peripezie subite dal telo, le ricerche e le discussioni scientifiche, il messaggio che scaturisce dalla contemplazione di questo lenzuolo, avendo però come filo conduttore le parole pronunciate da San Giovanni Paolo II nel 1998 durante un’ostensione straordinaria della Sacra Sindone che è “Provocazione per l’intelligenza, specchio del Vangelo, immagine della sofferenza umana”. Parole che già di per sé stesse sono motivo di riflessione, prima ancora che di discussione. Perché il presunto sudario di Gesù, senza entrare nel merito dei particolari, richiede serietà e umiltà nell’analisi dei dati scientifici, perché questo telo meraviglioso (che Paolo ha esposto in copia identica come fa in tutte le conferenze) racconta la passione e le sofferenze patite dal Cristo così come si leggono in diversi brani del Vangelo. E infine perché il volto raffigurato nella Sindone riflette il dolore e i tanti drammi vissuti dall’uomo. Il “racconto” di Paolo Pomata, oltre che chiaro, come s’è detto, è stato storicamente e scientificamente esatto, forse vale la pena di ricordare che Paolo ha conseguito nel 2012 un Diploma di Specializzazione in Studi Sindonici a Roma, presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, ma soprattutto, e lo si è percepito in ogni momento, è stato fatto con profonda fede e partecipazione. Questa competenza e questa fede lo hanno portato a girare in lungo e in largo per la Sardegna per divulgare la storia e il significato della Sindone attraverso conferenze, catechesi e incontri di approfondimento. Ha anche realizzato un programma radiofonico di divulgazione sindonica, ha scritto e messo in scena una rappresentazione teatrale di argomento manco a dirlo sindonico. E naturalmente collabora fattivamente con arciconfraternite, accademie e istituzioni varie. “Perché la Sindone – ha detto in diversi momenti – deve essere soprattutto un’occasione per meditare sui valori universali che è riuscita a custodire nel corso dei secoli”.


Nicolo Capriata

Sulcis Iglesiente Oggi