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Wed, Jun

Iglesias. Una festa all’insegna dell’accoglienza e della solidarietà 29 candeline per Casa Emmaus

S.I. Oggi
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Lo scorso 25 aprile, insieme alla festa di San Marco Evangelista e della Liberazione, la città di Iglesias ha soffiato anche sulle 29 candeline della torta di Casa Emmaus, associazione di volontariato e impresa sociale da sempre presente sul territorio per prendersi cura delle persone che si trovano in situazioni di grave marginalità sociale. Nata nel 1988, grazie a Nico Grillo, come Comunità per curare le tossicodipendenze, in tutti questi anni Casa Emmaus non ha mai interrotto il suo prezioso servizio e oggi, oltre accogliere giovani con dipendenze da sostanze e alcol, si prende cura anche di donne e mamme con bambini, possiede una struttura per adolescenti e giovani con patologie psichiatriche o sottoposti a misure alternative e un Centro d’Ascolto per il territorio. Dal 2011 l’associazione ha dato anche una nuova risposta ai bisogni dell’accoglienza soprattutto con l’incremento degli arrivi dei migranti, impegno iniziato col centro di accoglienza straordinaria a cui ha fatto seguito l’apertura dello SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) pochi mesi fa.
Il 25 aprile è stata una festa per tutti, per gli ospiti della Comunità e per i cittadini che hanno voluto essere presenti dalla mattina nei locali dell’oratorio Santa Barbara, quando alle 10 è andato in scena lo spettacolo teatrale “Cantico di Natale”, diretto dal regista Elio Turno Arthemalle con il supporto della coreografa Enrica Spada e del musicista Adry Fernandez. Un Cantico di Natale interpretato dai giovani di Casa Emmaus, che hanno insieme rivisitato la storia originale di Charles Dickens, trasformandola in base alle esperienze che gli stessi ragazzi hanno vissuto prima e durante la loro esperienza in comunità. Particolarmente suggestiva anche la partecipazione dei ragazzi migranti, che hanno interpretato la parte degli “invisibili”, sintesi della loro esperienza di rifugiati, nuovi invisibili della nostra società.
Alle 11.30 pubblico e attori si sono poi trasferiti in Cattedrale, dove il vescovo, monsignor Giovanni Paolo Zedda, ha celebrato la messa ricordando nell’omelia la vita di San Marco Evangelista. Il vescovo ha invitato tutti a “rivestirci di umiltà”, come fece San Marco, che ha saputo cogliere l’umanità di Gesù e la sua capacità di saper entrare nelle nostre vite, facendosi carico delle nostre difficoltà con generosità e disponibilità verso tutti, anche verso i più deboli. Marco è stato l’annunciatore di questo messaggio di Gesù, esempio di umiltà per eccellenza, e nel suo esempio anche noi siamo chiamati a incontrare gli altri, alla pari, perché ciascuno abbia la possibilità di crescere secondo la propria vocazione, superando le tentazioni di vivere la nostra vita approfittando o sfruttando gli altri, ma cercando di realizzare una società nuova in cui tutti hanno il diritto di vivere degnamente.
La mattinata si è poi conclusa con il rientro all’oratorio Santa Barbara e un buffet offerto dall’associazione, con il tradizionale taglio della torta a cui ha preso parte anche il sindaco di Iglesias, Emilio Gariazzo
Annalisa Atzei

Sulcis Iglesiente Oggi