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Wed, Jun

Iglesias. Incontro all’Electra con il musicista e scrittore, Simone Cristicchi e la storia del “Cristo del Monte Amiata”

S.I. Oggi
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Simone Cristicchi è un artista poliedrico, musicista, scrittore e autore di testi teatrali, ma la cosa che colpisce maggiormente è il fatto che lui ami definirsi un antiquario, una persona che cerca storie a volte dimenticate, e le porta al lettore, permettendogli di entrare in un mondo descritto sempre con uno sguardo tenero e partecipe. Venerdì 12 maggio, Cristicchi ha presentato al teatro Electra di Iglesias il suo ultimo libro, “Il secondo figlio di Dio”, pubblicato da Mondadori, un romanzo che racconta la storia di Davide Lazzaretti, conosciuto come “Il Cristo del Monte Amiata”. La serata, curata dall’Ente Concerti Città di Iglesias e dalle librerie “Mondadori” e “Simona”, è stata organizzata nell’ambito di “Entula”, il festival letterario promosso dall’associazione “Liberos”, con il fine di promuovere l’amore per la lettura.
Simone Cristicchi ha portato sul palco uno spettacolo nel quale la musica ha incontrato la letteratura, un racconto accompagnato dalle note della chitarra, nel quale l’autore ha ripercorso tutta la sua storia di artista attento alle vicende delle persone che si trovano costrette a vivere ai margini. Un itinerario allo stesso tempo buffo e commovente, nel quale hanno trovato spazio le vicende degli esuli istriani e dalmati, costretti a lasciare le proprie case dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, e le storie delle persone con disturbi mentali, rinchiuse nell’inferno dei manicomi, alle quali Cristicchi aveva dedicato una delle sue canzoni più celebri, “Ti regalerò una rosa”.
Ma il centro della serata è stato la presentazione del suo libro “Il secondo figlio di Dio”, ispirato alla vita di Davide Lazzaretti, una figura complessa e poco conosciuta, a quasi 140 anni dalla sua morte. Lazzaretti viveva in Toscana, nei primi anni dell’Italia unita, e conduceva una vita normale, con una moglie, dei figli e un lavoro come carrettiere. Fin dagli anni della gioventù aveva avuto delle visioni mistiche, che lo portarono ad abbandonare tutto per vivere in un eremo e per dar vita ad una comunità di fedeli, nella quale il socialismo utopistico del capopopolo si accompagnava alla fede del profeta. Una vita, quella del “Cristo del Monte Amiata”, in equilibrio sul labile confine che separa il misticismo dalla follia, durante la quale entrò in conflitto con le Istituzioni, fino alla morte per mano di un milite, scelto dall’autore come protagonista del libro, al pari di Lazzaretti.
Jacopo Casula

Sulcis Iglesiente Oggi