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Wed, Jun

Iglesias. La morte di Mario Steri, decano dei periti minerari. 99 anni di amore per il territorio e la miniera

S.I. Oggi
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Ha scritto un libro su cui i periti del Minerario, gloriosa scuola di cui fu uno dei primi diplomati e poi docente, hanno studiato per anni e, ancora oggi, è un trattato di riferimento per tutta la nazione di quella che, grazie a persone come lui, è diventata un’arte che Iglesias ha saputo (e dovrebbe saper ancora) esportare in tutto il mondo. Ma chi lo ha incontrato, di Mario Steri, classe 1918, ha impressa soprattutto l’affabilità, il sorriso schivo e l’amore smisurato che sapeva trasmettere per quel territorio che ha lasciato sabato 13 maggio, dopo 99 anni.
Sarà difficile abituarsi a non vederlo più all’opera nella palazzina dell’Associazione Mineraria Sarda di cui è stato “presidente e dirigente – ricordano i soci – ma soprattutto un amico, presenza viva in tutte le iniziative sociali sino agli ultimi tempi” e dove non si sottraeva mai a uno scambio di idee, soprattutto con i giovani.
Con lui viene consegnato alla storia un secolo, il frutto migliore prodotto dalla cultura mineraria: un sapere tecnico nato da un sistema che non serviva solo a sfruttare risorse ma a scoprirne i segreti e trasmetterli alle nuove generazioni. È quanto ha fatto il decano dei periti minerari dal 1938, anno in cui si diplomò, per poi lavorare per mezzo secolo ed esplorare tutte le branche dell’attività estrattiva.
L’essere nato a Iglesias gli ha permesso di partecipare a quello che era il migliore centro di ricerca d’Europa, la miniera di Monteponi, contribuendo alla creazione di progetti come il più grande impianto centralizzato di trattamento Sartori a Campo Pisano. Poi il suo spirito, che ha saputo vedere occasioni di imparare anche nella seconda guerra mondiale dove prese il brevetto di pilota, lo ha spinto a non fermarsi mai (l’ultima consulenza è stata a 89 anni anche se le offerte continuavano a fioccare) e portare sapere e tecnologie nostrane in tutto il mondo: Zambia, Egitto, Brasile, Usa, Congo e Marocco. Uno sguardo lungimirante al quale la sua città, l’anno scorso, ha reso omaggio in aula consiliare con la più alta onorificenza che potesse concedere a un suo figlio.
“Quando le miniere sembravano in declino – aveva spiegato un altro grande appasionato di miniera, Luciano Ottelli – i suoi studi hanno visto una possibilità negli sterili che allora erano considerati solo scarti”. “Forse non sono esattamente come mi avete raccontato voi – aveva concluso Mario Steri – piuttosto mi dovete scusare e chiedo indulgenza per tutte quelle cose che avevo intenzione di fare e non ho fatto”.
Miriam Cappa

Sulcis Iglesiente Oggi