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Pellegrinaggio anno santo. Da Tratalias a Sant’Antioco. Giornata mondiale per la Custodia del Creato

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In cammino tra i tesori della natura del Sulcis e la storia della nostra fede. Questo è il sentiero ideale su cui è svolto sabato 17 settembre il pellegrinaggio da Tratalias a Sant’Antioco, promosso per celebrare la Giornata Mondiale per la Custodia del Creato secondo le intenzioni di Papa Francesco. È stata una giornata speciale, vissuta a diretto contatto con il creato e le sue meraviglie, partecipata da un centinaio di persone che hanno percorso a piedi i circa 17 km del percorso ritagliato lungo il Cammino di Santa Barbara. Speciale è stata anche la comunione che è nata tra chi ha lavorato per organizzare il pellegrinaggio e quanti vi hanno partecipato, laici e credenti, uniti dal richiamo evangelico alla misericordia del Signore per ogni essere vivente, come ricordato dal motto della giornata. La Diocesi di Iglesias, precisamente l’Ufficio per i problemi sociali, lavoro, giustizia, pace e custodia del creato della Diocesi di Iglesias, la Chiesa Evangelica Battista del Sulcis Iglesiente, l’Associazione Pozzo Sella, le amministrazioni comunali di Sant’Antioco, San Giovanni Suergiu e Tratalias con i loro sindaci (tutti presenti nelle varie tappe), il Corpo Forestale di Vigilanza Ambientale della Sardegna e la Rete Nazionale dei Cammini: ognuno ha messo il proprio mattoncino per costruire un vero momento di riflessione e comunione sull’emergenza ambientale dei nostri tempi.
I momenti di preghiera guidati da don Salvatore Benizzi nell’antica cattedrale di Santa Maria di Monserrato a Tratalias, a Santa Maria di Palmas e nella basilica di Sant’Antioco, tappa finale del cammino con l’attraversamento della Porta della Misericordia e la celebrazione eucaristica con il Vescovo mons. Giovanni Paolo Zedda, si sono accompagnati alle soste di meditazione e comunicazione scientifica presso gli stessi luoghi di culto e le saline di Sant’Antioco, le aree umide lungo il rio Palmas, il ponte romano alle porte di Sulci. Particolarmente intenso per la sua carica ecumenica è stato il momento di riflessione sul sagrato della chiesa di Palmas, villaggio abbandonato per causa di un errato intervento dell’uomo sull’ambiente con la creazione del lago di Monte Pranu, quando don Salvatore e la pastora battista Elizabeth Green hanno intonato il Salmo 148. Egualmente da sottolineare la presenza di tanti giovani, dai piccoli allievi della Scuola Gritti di Carbonia alle ragazze e i ragazzi della Pastorale Giovanile, testimoni della recente GMG di Cracovia, che in una giornata come questa hanno ulteriormente arricchito la loro dimensione di fede vissuta.
Anche la sosta alle saline è stata di rara intensità, sia per la forza del Vangelo di Matteo (5, 13-16) sul nostro essere sale del mondo, sia per l’esempio di attività umana per lo sfruttamento delle risorse naturali, in questo caso il sale, fondato su un ciclo sostenibile, reversibile e fondato totalmente sugli elementi naturali: acqua, vento e sole. È come se un processo industriale fosse stato costruito sulle parole del Cantico delle creature di san Francesco d’Assisi, quelle stesse parole che sono state lette nelle diverse soste del cammino e affisse sui cartelli lungo la via dei pellegrini, perché possano essere occasione di riflessione pure oltre la giornata del 17 settembre. Il parallelo con il Cantico francescano è stato ripreso anche da Luca Masala, direttore delle saline, per spiegare il funzionamento di un impianto complesso in cui convivono, ed anzi partecipano al ciclo produttivo, diverse specie animali, dagli impercettibili microrganismi che colorano di rosso le acque, agli eleganti fenicotteri e aironi, alfieri della biodiversità della Sardegna, illustrata con la sua consueta naturalezza da Francesco Petretti, volto noto del programma GEO di RAI 3. È toccato invece al prof. Felice Di Gregorio, all’ombra dei pini vicini al porto di Sant’Antioco, aprire una riflessione sui cambiamenti climatici in corso e sulla responsabilità dell’uomo sui fenomeni in corso, altro tema meritevole di essere ripreso e approfondito in future occasioni, sempre ispirati dalla lettura della Laudato si’.

Giampaolo Atzei