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Cronache della provincia. Operatività carabinieri del 18 marzo

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Cronache della provincia. Operatività carabinieri del 18 marzo

Ieri a Villasor i carabinieri della locale Stazione con l’ausilio di quelli di Samassi e Nuraminis, nell’ambito di predisposti servizi preventivi di monitoraggio del rispetto delle normative d’urgenza per il contenimento della pandemia da CoViD-19, hanno segnalato alla Prefettura di Cagliari una 38enne del luogo, collaboratrice sportiva, con precedenti denunce a carico. Gli operanti, su segnalazione al 112, hanno sorpreso la donna, titolare di una palestra privata del paese, mentre la teneva aperta al pubblico con all’interno (pur rispettando distanziamento e norme di igiene) nr. 12 (dodici) clienti intenti ad allenarsi, ciò violando il disposto ex DPCM 14 gen 2021, e ss.mm. afferente le misure urgenti di contenimento del contagio da SARS-CoV-2 sul territorio nazionale. Nel medesimo contesto gli operanti hanno ordinato la sospensione della citata attività con la prevista chiusura per giorni 5. La zona bianca non prevede l'apertura delle palestre.


Ci aveva creduto davvero e dall’altra parte dello schermo telematico se ne erano approfittati. Certo che acquistare online un piccolo, grazioso escavatore per 4200 euro (3000 subito ed il resto alla consegna) appariva essere un affare invitante, ai limiti dell’incauto acquisto. Tra l’altro l’autore dell’inserzione su “subito.it” appariva essere una persona così a modo, cordiale e disponibile, davvero perbene. Chi avrebbe potuto immaginare? Aveva anche fornito tutta la documentazione dell’auto, carta di circolazione, certificato di proprietà, tutto. Il 61enne di Siurgus Donigala aveva dovuto soltanto eseguire un bonifico da 3000 euro ed il contratto era stato concluso. Acquirente e venditore si erano anche accordati per la consegna. Quest’ultimo avrebbe fatto un lungo viaggio dalla Calabria sino al Porto di Livorno dove si sarebbero incontrati per la cessione dell’auto. Così il 61enne sardo si era fatto accompagnare da un amico al porto di Olbia, dove si era imbarcato per la Toscana. Giunto alla Stazione Marittima di Livorno però del venditore e dell’auto non vi era alcuna traccia. Nel dargli una solenne fregatura l’impostore era stato anche crudele. Quel viaggio era stato un’ultima canzonatura feroce. Il 61enne doveva rientrare a casa con le pive nel sacco e rivolgersi ai carabinieri di Dolianova. I militari con impegno e grande scrupolo sono risaliti all’utilizzatore dell’utenza telefonica impiegata per la contrattazione e al fruitore della Carta Postepay nella quale era confluito il bonifico. Si trattava della stessa persona. Hanno denunciato così un 57enne di Roccella Jonica non nuovo ad analoghe imprese. Avrà un processo a Cagliari per truffa aggravata, a meno che non si accordi col querelante per la restituzione del maltolto, magari in occasione di un incontro al Porto di Civitavecchia.

Ieri pomeriggio a Selargius in Via Trieste i carabinieri del Radiomobile della locale Compagnia hanno deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari per guida in stato di ebbrezza alcolica una 25enne di Maracalagonis, casalinga, con precedenti denunce a carico. La stessa, sottoposta a controllo mentre era alla guida della propria autovettura Citroen C3, rifiutava di sottoporsi all’accertamento del test alcoolemico. La patente di guida le è stata ritirata dal personale operante e il veicolo è stato sottoposto a sequestro amministrativo e affidato alla proprietaria. La prefettura di Cagliari è stata informata per gli aspetti relativi alla sospensione della patente.

Ieri a Cagliari, i carabinieri della Stazione di Sant’Avendrace hanno dato esecuzione a un’ordinanza che dispone la sostituzione della misura degli arresti domiciliari con quella della detenzione in carcere. Il provvedimento è stato emesso dalla Prima Sezione Penale del Tribunale di Cagliari nei confronti di un 68enne, residente in Via Pertusola, disoccupato e più volte denunciato. L’uomo era evaso più volte dai domiciliari come puntualmente documentato dai carabinieri e riferito all’autorità giudiziaria. Al termine degli adempimenti di rito, munito della borsa con alcuni effetti personali, l’uomo è stato accompagnato al carcere di Uta. Esattamente negli stessi termini, altrettanto è avvenuto a Serramanna nei confronti di un 43enne noto alle cronache, finito anch’egli ad Uta per non avere saputo resistere alla tentazione di uscire di casa trovandosi agli arresti domiciliari.

Ieri sera a Cagliari, i carabinieri della Stazione di sant’Avendrace hanno tratto in arresto, in ottemperanza di un "ordine di esecuzione per la sottoposizione al regime di detenzione domiciliare" trasmesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali della locale Procura della Repubblica un 42enne, disoccupato, domiciliato in via Abruzzi, già gravato da precedenti denunce. Questi, terminate le operazioni di notifica del provvedimento e di redazione dei verbali delle operazioni compiute, è stato tradotto presso la propria abitazione in regime di detenzione domiciliare, dovendo scontare la pena di gg. 19 di reclusione per "evasione" dagli arresti domiciliari.

Ieri a Quartu Sant’Elena, i carabinieri della locale Stazione, a conclusione di un’attività d’indagine conseguente alla querela presentata da una 48enne impiegata del posto, hanno deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari il 22enne figlio di lei, disoccupato. I militari operanti hanno accertato che il ragazzo aveva tenuto negli ultimi due mesi nei confronti della madre un atteggiamento vessatorio consistito in reiterate minacce, ingiurie, aggressioni fisiche e verbali. Il giovane non risulta essere detentore di armi. La denunciante è stata resa edotta della possibilità di essere ospitata in una struttura protetta, ma ha riferito di voler restare presso la propria abitazione, comunque inserita tra gli obiettivi sensibili da vigilare da parte dei carabinieri che hanno preso a cuore la vicenda. D’intesa con l’autorità giudiziaria, immediatamente intervenuta sul caso, gli operanti hanno proceduto all’applicazione della misura cautelare dell'allontanamento del ragazzo dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento alla persona offesa. Si tratta del primo passo nella progressività dei provvedimenti cautelari. Se l’interessato si saprà contenere potrà evitare di essere dapprima allontanato da Quartu, di finire agli arresti domiciliari in un secondo momento e al carcere di Uta poi.

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