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03
Sat, Dec
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<<Non basta il fatto che il sistema sanitario isolano stia cadendo a pezzi, ora si tenta di assestare l’ultimo colpo all’assistenza con la soppressione delle guardie mediche. La Sardegna, che sta procedendo ad una riforma del settore, non può certo permettere quest’ultima beffa>>. E’ chiaro il concetto del capogruppo regionale Udc Gianluigi Rubiu contro la possibile chiusura delle guardie mediche notturne, con l’allungamento degli orari degli ambulatori che andrebbero a vantaggio delle prestazioni dei medici di base. Un provvedimento che – per l’esponente centrista – dovrebbe portare ad una mobilitazione dell’universo sanitario isolano. E non solo. <<Il disegno produrrebbe infatti il sovraffollamento dei pronto soccorso – aggiunge Rubiu – e la soppressione del vecchio modello sanitario incentrato sui servizi notturni. Una perdita grave per i territori della Sardegna, che non sono in grado di fronteggiare questa emergenza>>. Ecco perché il capogruppo Udc propone un tavolo di confronto immediato con il governo. <<Le guardie mediche nell’Isola costituiscono un punto di riferimento certo per tantissimi pazienti – conclude Rubiu – Occorrerebbe semmai disegnare un miglioramento delle condizioni in cui operano tantissimi specialisti, in strutture inadeguate e insufficienti per l’accoglienza dei pazienti, con i degenti fortemente a rischio. Una condizione che però non può certo provocare la soppressione del servizio sul territorio, soprattutto nei festivi>>.