Niente di nuovo sotto il sole: professori universitari prestati (sfortunatamente) alla politica che si autoincensano, si attribuiscono meriti che non esistono e festeggiano. Se si pensa al professor Raffaele Paci di questi giorni, vengono in mente gli studenti universitari che vanno al pub e offrono la bevuta agli amici dopo essere stati bocciati all’esame. C’è da rimanere senza parole davanti alle dichiarazioni di Paci sulla Finanziaria 2017. Soprattutto nella parte in cui parla di fantomatici risparmi della Sanità. I nuovi stanziamenti per il settore, infatti, saranno di tre miliardi e 300 milioni, a fronte di un bilancio di sette miliardi e mezzo.
Il fatto è che sono state confermate più o meno tutte le poste dell’anno scorso. Questo evidenzia e conferma il bilancio rigido di una Regione che soffre di un’ingessatura di spesa obbligatoria che si aggira intorno al pauroso 80%. Appare piuttosto sconveniente che il Presidente facente funzioni celebri una situazione dei conti che di fatto è drammatica. Rimangono i problemi che ci trasciniamo ormai da anni: resta aperto il tema della riscossione delle risorse dallo Stato, ci sono l’incognita degli accantonamenti, la questione entrate e, naturalmente, la faccenda Sanità. Quello con cui dobbiamo confrontarci, checché ne dica il professor Paci, è un bilancio che serve esclusivamente a tenere la Regione Sardegna così com’è. Non si registra nessun passo in avanti.
Se il Presidente facente funzioni intende festeggiare nonostante questo scenario oggettivamente drammatico, faccia pure: auguri a lui e al centrosinistra. Ma, soprattutto, auguri ai sindaci, dato che di fronte a questa situazione di incertezza, per le Amministrazioni locali sarà un’impresa predisporre i bilanci di previsione: anziché poter contare sulla Finanziaria come riferimento, infatti, i primi cittadini saranno costretti a dotarsi di una sfera di cristallo.
Ignazio Locci Consigliere regionale Forza Italia Sardegna