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Thu, Apr

Vecchi sandali da trekking spaiati sul pavimento.·

RACCONTI E POESIE ì
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Seduta sulla poltrona guardo i miei vecchi sandali da trekking spaiati sul pavimento. Sono compagni di viaggio silenziosi e infaticabili da lunghi anni e conservono memoria di luoghi che abbiamo attraversato insieme . Hanno lasciato orme là dove i ricordi battono all'unisono con i passi , portandomi sotto il sole che picchia a mezzodì e sotto la luna che veste di blu ogni cosa . Hanno camminato lungo la riva di un fiume, sulla battigia dove le onde si cullano sulla piaggia e sopra le rocce dove il vento racconta una fiaba solo a chi sa ascoltare . Dal basso verso l'alto mi hanno aiutato a guardare il cielo ricordandomi che per arrivare alla cima più alta ci va allenamento , umiltà e fatica , cadute e rinascite, senza mai dimenticare il punto da dove si è partiti , come nella vita . Non importa dove andrai o quanto lontano andrai, l'importante è la scia che lasci dietro e intorno a te, come il profumo in un campo di lavanda, basta una brezza leggera e la sua fraganza semplice e pulita si diffonde nell'aria , tra le maglie di un vecchio maglione, tra le trame di una federa nelle notti d'estate .
È tempo di vendemmia , per i miei nipoti quest'anno è stata la loro prima volta . Guardo le foto postate da mio fratello e non posso fare a meno di vedere mio padre chino su quei ceppi che amava tanto e di riguardare una vecchia fotografia di lui con mio nipote , allora piccolo ed oggi più alto di me di almeno due spanne . Ne ho tante altre conservate , e spesso nella mia solitudine compaiono a farmi compagnia .
L'amore per la terra non si improvvisa , cresce insieme a te nelle tradizioni tramandate da padre in figlio , tra i ricordi di risate di bambini con le mani sudicie di terra e di mosto sotto i pampini di tralci tortuosi consumati dal tempo . Mi piaceva da bambina correre tra i filari su quel terreno soffice e sabbioso , mi sembrava di correre sopra un campo di farina dove i piedi cercavano sotto il manto tiepido del mattino la frescura che si nascondeva sotto i primi raggi del Sole . Eravamo felici con poco , ma quel poco è il Filo d'Arianna che mi conduce ogni giorno fuori dal labirinto di una società malata dal troppo e mi fa guardare là, oltre le nubi del nulla , dove molti non guardano più ma dove l'aria profuma ancora di fresco e sospiro mentre i miei vecchi sandali stanno ancora lì , spaiati sul pavimento , a fissarmi senza vita ma pronti per un nuovo viaggio
Donatella Pintus