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Thu, Apr

C'era una volta una bambina...·

RACCONTI E POESIE ì
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C'era una volta una bambina... Per un tot piuttosto lungo di anni era stata chiamata da tutti Principessa. Era la preferita di papà. La mamma morì presto. Stava sempre a ricamare alla finestra mentre fuori nevicava e, fai oggi e fai domani, dopo essersi punta il dito, aver irrorato di sangue la neve e aver deciso di chiamare la figlia Biancaneve...con buona pace per gli spacciatori...un giorno, beccò la polmonite bilaterale e ci restò secca. Il povero marito era molto addolorato, ma talmente addolorato che si risposò con una carroga dotata di estrema bellezza.
Bianca, da principessina a tzeracca in un attimo, subì le peggio cose fino a che la matrigna strafiga, percepita la beltà della figliastra, si gioca la carta del cacciatore bonazzo e fa portare il candor di giovinetta in camporella. Ordina di strapparle il cuore e metterlo in uno scrigno.
Il cacciatore, a cui in realtà gli importava una cippa del cuore della bella pulzella, avendo intuito che ella non sganciava, lasciò che corresse a mbistu mbistoni per la selva oscura. Tra una corsetta e l'altra, una moina e l'altra, Bianca, vide nel fitto del bosco una piccola casa incasinata. Tra vedere e non vedere, perché tutte noi donne avremmo fatto così, pulisce, riarreda e, chiamati a raccolta i master chef, prepara una cena gourmet.
Di li a poco, fanno rientro a casa, sette piccoli uomini. Inteneriti dalla bonazza che dorme per traverso occupando sette piccoli letti rassettati, decidono di tenerla con loro e ballano e cantano fino a notte fonda.
Dopo qualche tempo di magnate e rave quotidiani, tutti un pochino sballati/rincoglioniti, dimenticano di avvisare a quella sprovveduta e fattona di Bianca, di non aprire a nessuno.
Qualcuno bussò e, considerato che gli omini si erano tanto raccomandati, Biancaneve aprì la porta e prese una mela avvelenata da una sconosciuta. La giovane s'intuscia con un boccone e siccome era talmente bonazza da inscatolare, le fecero una teca come a sant'efis... Così, tutte le genti che passeranno, diranno che bel fior...
Uno scansa fatiche, passando davanti alla teca, decide di togliere il coperchio e baciare sulle labbra...na morta! Il pervertito non avrebbe mai immaginato che il suo bacio, potesse causare un conato di vomito alla morta o parzialmente morta, che sputò elegantemente il morso di mela ntusciato.
Lo sfigato, sposò Biancaneve ...Chissà che sarà successo poi?!
Rivisitata e scorretta
Claudia Serra