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06
Tue, Dec

Iglesias. Stop RWM, dibattito pacifista sulla fabbrica di esplosivi

S.I. Oggi
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Prosegue la mobilitazione delle associazioni pacifiste contro la fabbrica di esplosivi di Domusnovas e contro il loro impiego nel conflitto dello Yemen. Venerdì 24 giugno, il coordinamento di associazioni e privati cittadini, che da anni si batte contro la RWM, filiale locale della azienda tedesca Rheinmetall AG, leader nel campo dell’industria bellica, ha organizzato ad Iglesias, in Sala Lepori, un incontro-dibattito , durante il quale ripercorrere la storia dell’azienda, raccontare la tragica situazione dello Yemen, sconvolto dalla guerra, e riflettere su una possibile riconversione produttiva dell’impianto di Domusnovas.
Teresa Piras, del coordinamento “No Bombe”, ha ripercorso la storia della fabbrica di Domusnovas, dalla sua nascita come “Sarda Esplosivi Industriali”, durante gli anni ‘70, con la fabbricazione di esplosivi per uso civile, fino alla sua riconversione per usi militari, nei primi anni ‘90, gli anni della grande crisi e della chiusura delle miniere. Nel 2001, la notizia della produzione di materiali bellici, ha provocato la nascita delle prime proteste e delle prime manifestazioni, un movimento cresciuto in seguito all’acquisto dell’impianto, da parte della RWM, nel 2006, e alla notizia dell’impiego, in Yemen, degli ordigni prodotti nella fabbrica.
RWM che rappresenta la filiale italiana della multinazionale Rheinmetall AD, nata in Germania nel 1889 e diventata una società leader nella produzione bellica, con gli altissimi profitti raggiunti nel corso dei due conflitti mondiali. Durante il dibattito, è intervenuto anche Nicola Melis, ricercatore dell’Università degli Studi di Cagliari, che ha analizzato la situazione nello Yemen, sconvolto da una guerra civile tra le forze governative, sostenute da una coalizione militare guidata dall’Arabia Saudita, ed i ribelli sciiti denominati “Huthi”, appoggiati dall’Iran. Gli esplosivi bellici prodotti a Domusnovas infatti, per un percorso commerciale che coinvolge anche altre nazioni, vanno ad equipaggiare le forze aeree saudite, responsabili di pesanti bombardamenti che hanno coinvolto la popolazione civile, causando migliaia di vittime.
Per rispondere alle robuste motivazioni delle tante persone che, nel territorio, difendono la presenza della RWM ed i posti di lavoro garantiti dall’azienda, il coordinamento pacifista ha proposto una riconversione della fabbrica per usi civili, l’unico modo, secondo gli organizzatori del dibattito, per garantire il lavoro e favorire una cultura della pace e della nonviolenza.

Jacopo Casula

Sulcis Iglesiente Oggi