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Genova. E' morto lunedi, all’età di 89 anni, il poeta e scrittore di Calasetta Bruno Rombi.

Attualità Regionale
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Docente, poeta, scrittore, saggista, giornalista, opinionista, pittore, uomo di grande cultura, Bruno Rombi, scomparso qualche giorno fa a 89 anni a Genova dove risiedeva da tempo, era dotato di non comune sensibilità ed umanità. Sono tanti i suoi scritti, peraltro tradotti e pubblicati anche all’estero. Pur essendo vissuto a Genova, è rimasto sempre legato alla Sardegna e, soprattutto, a Calasetta, dove è nato e ha vissuto fino all’età di 31 anni e dove ogni estate trascorreva le vacanze nella sua residenza in campagna a Sisineddu. A lui si devno diverse iniziative tra cui  l’istituzione della Pro Loco  e l’invenzione della Festa dell’Uva, una tra le manifestazioni più importanti del paese che si sat cercando di ripristinare dopo che la viticoltura ha ripreso ad essere timidamente un'attività importante dei Calasettani. Il bilancio letterario Rombi ha iniziato a tracciarlo partendo dalla produzione poetica, alla quale è stato fedele e costante dagli anni giovanili ed  ora raccolti in un unico volume, intitolato “Il viaggio della vita” edito da le Mani di Recco. La prima raccolta, uscita nel 1965, si intitolava Canti per un’isola: l’autore, lasciata da poco la Sardegna, ne faceva ancora il centro della sua ispirazione, oscillando tra la nostalgia e la denuncia dei suoi mali secolari e delle tante violenze subite. Ed emergono ancora forti i rapporti con Salvatore Satta, la Deledda e altri autori dell’isola. Nel corso dei decenni altre opere sono arrivate con  cadenza di tre, cinque anni. Il motivo autobiografico è rimasto centrale, tanto da giustificare il titolo della suo opera forse più importante, «il viaggio della vita»: l’ispirazione per un gruppo di poesie gli è venuto ad esempio dalla morte della madre, per un altro da quella più dolorosa, perché molto prematura, della moglie. Da questo universo individuale il discorso sa poi allargarsi ai temi più ampi e universali della condizione umana; e alle suggestioni che vengono dai sardi si affiancano quelle che arrivano da autori di ogni tempo e paese. Intanto il verso, pur facendo spazio alla sperimentazione linguistica, come alcuni escursus nella tradizione e nel mistero,  rimane sempre limpido e fortemente comunicativo. «il viaggio della vita» si chiude con una trentina di poesie inedite, segno che la vena dell’autore è ancora viva e vitale. Né si discostano da motivi ispiratori consolidati dagli anni, a indicare, si legge nella refazione che  «una salda coerenza d’ispirazione e stilistica che si fa cogliere con chiara evidenza in ogni pagina».

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