Dal primo al tre agosto 2025 a Santadi, nel cuore del Sulcis-Iglesiente, è stato riproposto per 57/mo anno il rito più suggestivo del Sulcis: il Matrimonio Mauritano, più noto come Sa Coia Maurreddina. Il matrimonio che si celebrato con il tradizionale rito cattolico che, per i patti lateranensi, è valido anche agli effetti civili è ispirato ai matrimoni rurali dell’antica comunità locale. Il Matrimonio Mauritano è un rito comunitario che racconta l’anima del Sulcis, la bellezza della memoria custodita da generazioni. È un’esperienza autentica, coinvolgente, dove ogni dettaglio diventa simbolo di orgoglio, appartenenza, ritualità e condivisione. L’evento, giunto alla 57ª edizione, ancora una volta ha riproposto i colori, i simboli e i riti della tradizione contadina sulcitana: dai carri addobbati trainati da buoi (le traccas) agli abiti tradizionali, fino al corteo nuziale accompagnato da gruppi folkloristici, cavalieri e musicisti suonatori di launeddas, che ha accompagnato la cerimonia religiosa celebrata in piazza Marconi. La cerimonia ha preso avvio alle prime luci dell’alba. Nel museo etnografico del paese ha avuto luogo il rito della vestizione degli sposi e rispettive famiglie. Poi per le vie del centro cittadino è snodato il corteo nuziale, tra traccas, cavalieri, gruppi folk e la musica delle launeddas. In Piazza Marconi à stata celebrata la Santa Messa con parti in lingua sarda, seguita dal rito de “Sa Gràtzia”. Le madri degli sposi infrangono sul selciato della piazza dei piatti colmi di prodotti agricoli, petali di fiori e monetine a significare gioia, fedeltà e agiatezza. A completare infine la giornata nel tardo pmeriggio si è svolto “Su Cumbiru” con l’invito degli sposi alla comunità con il taglio della torta nuziale per poi essere servita accompagnata da dolci tipici locali e un bicchierino di vino dolce a cui hanno fatto seguito balli e i canti tradizionali.
Santadi. Matrimonio Mauritano 2025 tra tradizione, comunità e festa
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