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Carbonia. Convegno:Genitorialità ResponsAbile

Attualità Regionale
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Si è svolto nella giornata di venerdì 3 febbraio 2017 nella sala consiliare di Carbonia il Convegno dedicato alla Genitorialità. Una intera giornata rivolta a un argomento tanto interessante quanto scottante. Tra gli obiettivi degli organizzatori quello di permettere l’incontro tra i cittadini, gli enti, gli operatori dando modo di costruire una rete che possa essere di sostegno ai bisogni delle famiglie e dei singoli. L’associazione Krisalide, nata per promuovere il benessere psicologico, ha riunito nella sala di Piazza Roma un numero considerevole di professionalità impegnate quotidianamente nel sostegno dell’individuo, dei genitori e dei bambini.
Quello trattato è un tema trasversale. E’ quanto mai importante che la Genitorialità possa essere ResponsAbile. A tal proposito si è sottolineato che il supporto dei professionisti alla famiglia e in special modo al Genitore non debba essere di tipo riabilitativo ma teso a potenziare abilità e risorse già presenti. Con disappunto gli organizzatori pur apprezzando la partecipazione, sottolineano che i principali destinatari dell’evento siano pressoché assenti.
Sorge il dubbio che il titolo sia già oltre le aspettative. Prima che genitori responsabili è necessario essere consapevoli. La mancata presenza di un Attore così indispensabile, in parte vanifica il prodigioso lavoro dell’associazione Krisalide. Quale la ragione dell’assenza? L’Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Carbonia, dott.ssa Loredana La Barbera titola il suo intervento con “I have dream”. Sottolinea che “…questo convegno è un buon inizio e, anche se non ci sono genitori, va bene così…da assessora alle politiche sociali è mio intento portare avanti il sogno di creare un Centro per la Famiglia. Un luogo dove la famiglia, in momenti di fragilità, possa trovare un sostegno adeguato alle esigenze. Le risorse sono poche per portare avanti il discorso, ma se si desidera davvero, le risorse si cercano e si trovano. Spero che il mio sogno si avveri”. Soffermando l’attenzione sull’affermazione “anche se non ci sono genitori, va bene così”, si può supporre una parziale risposta alla loro assenza. Quanto il Genitore è cosciente della “necessità” di sostegno? Quanta importanza si è dà alla visione del Genitore nella costruzione degli interventi?
La dott.ssa Quaquero Presidente dell’Ordine degli Psicologi della Sardegna afferma che “La nostra cultura sta cambiando…il ruolo dello Psicologo è diventato sempre più importante nei momenti fondamentali della crescita dell’individuo. Prevenire il disagio è meglio che curarlo. Investire un euro in prevenzione equivale a guadagnarne tre”.
La parte centrale della giornata ha visto come conduttore il prof. Raffaele Mastromarino, docente all’Università Pontificia dei Salesiani di Roma. Nel suo intervento titolato “Genitori e figli: prevenire e crescere insieme” pone l’attenzione sull’importanza della rottura degli schemi e l’esigenza di allargare il quadro d’ riferimento proprio per meglio comprendere l’altro e, di conseguenza, migliorare la relazione. La relazione, la sua qualità è il fulcro della crescita adeguata del bambino e dello stesso genitore, il qual compito è quello di utilizzare come forma comunicativa un linguaggio improntato all’Accogliese. Modalità opposta al “Critichese”. Le due forme di linguaggio predispongono gli individui verso l’altro, in maniera diametralmente opposta. Se l’approccio del genitore è accogliente, la modalità comunicativa del bambino sarà accogliente, viceversa, critica. Le due forme, se apprese correttamente, forniranno una chiave di lettura del “mondo”. Indispensabile che il Genitore nel suo compito educativo possegga tre competenze basilari: il Sapere, il Saper Essere e il Saper Fare. L’intervento, utilizzando la modalità comunicativa del docente, è stata diretta in “accogliese” e la risposta della platea è avvenuta nella stessa forma. Concludendo, in “critichese” da operatore del settore, la sensazione ricevuta è che è trasparsa negli interventi, la tendenza a medicalizzare. Ciò in qualche modo può intimidire i genitori e vanificare l’offerta d’aiuto. L’importanza dell’incontro e la partecipazione allo stesso, potrebbero suggerire agli organizzatori di trovare altre modalità di approccio, meno didattiche e più dialettiche. La “lectio magistralis” difficilmente avvicina, piuttosto intimidisce.

Claudia Serra

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