NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta.

Approvo
16
Thu, Apr
0 Nuovi articoli

Tratalias. Il simulacro trasferito con riserbo da Iglesias, la celebrazione in parrocchia presieduta dal vescovo

Attualità Locale
Aspetto
Condividi


Santa Maria di Montserrat, una festa particolare. Più forti della pandemia e delle restrizioni imposte dall’emergenza sanitaria. Se l’anno scorso Santa Maria di Montserrat non aveva potuto lasciare la cattedrale di Iglesias, quest’anno, grazie allo sforzo congiunto del Comune di Tratalias, della Diocesi, del Prefetto, del Questore e di tutte le forze dell’ordine, si è fatto un sensibile passo verso il ritorno alla normalità, con la traslazione del simulacro e la solenne celebrazione del vescovo nel paese che un tempo fu sede episcopale della Chiesa sulcitana.
Discreto e celato, lontano da ogni rischio di assembramento, è stato il trasferimento del simulacro da Iglesias a Tratalias. Sicuramente un momento che rimarrà nella memoria di questa festa, patrimonio di tutta la comunità diocesana, immagini custodite negli occhi di chi era presente. Nel pomeriggio assolato della domenica di Ascensione, in una piazza Municipio sventrata dai lavori di rifacimento della pavimentazione che hanno messo sotto assedio la cattedrale iglesiente e le case d’intorno, sotto lo sguardo vigile degli agenti della Polizia di Stato, un automezzo ha varcato le reti del cantiere ed ha sostato nello sterrato. Nel silenzio del caldo pomeriggio di primavera, si sono spalancate le ante del portone di Santa Chiara, i volontari hanno rimosso le pietre d’inciampo al passaggio e il simulacro della Vergine è stato adagiato dentro un furgone addobbato a festa, ma solo nel suo interno. Rinchiuso nel suo anonimato esteriore, il camioncino ha percorso il suo viaggio verso Tratalias, dove ha trovato una comunità commossa per l’arrivo della Patrona. Martedì mattina, all’alba, il viaggio inverso ha ricondotto Santa Maria nella cattedrale iglesiente, accompagnata dalla preghiera che questa sia davvero l’ultima festa vissuta con tanta limitazione.
A Tratalias la giornata dedicata alle solenni celebrazioni è quella del lunedì dopo l’Ascensione.05 00 madonna montserrat piccola Quest’anno tutte le celebrazioni si sono svolte nella chiesa parrocchiale che domina il paese sulla cima della collina, l’antica cattedrale nel borgo medievale è rimasta chiusa per esigenze logistiche di sicurezza sanitaria. Dalle 7 del mattino, con la prima messa alle 8, la chiesa è rimasta aperta per le visite dei fedeli alla Madonna, poi alle 18 la Santa Messa Solenne presieduta dal vescovo Giovanni Paolo, trasmessa in diretta sia alla tv che su facebook, con accesso limitato ad un numero massimo di cento fedeli.
Nella sua omelia, mons. Zedda ha invitato tutti a fare nostro l’inno di lode e ringraziamento pronunciato da Maria quando è stata accolta da Elisabetta, riprendendo il vangelo di Luca proclamato poco prima. “Dio chiede anche a noi di saper dare senso alla nostra vita – ha detto il vescovo – scoprendo nella nostra esistenza il suo progetto, con cui ci invita a riconoscere l’amore infinito che, nonostante i nostri limiti, è capace di ridare senso alla nostra esistenza, giorno dopo giorno”. Sulle orme di Maria, si tratta di un atteggiamento che deve valere sempre, non solo quando le cose vanno bene, anzi ancor più quando ci troviamo nelle difficoltà, ha ribadito mons. Zedda, ricordando che mai deve abbandonarci la certezza che “Dio entra nella nostra storia e la vuole cambiare”. Così, affidando all’intercessione di Maria la nostra preghiera, come Lei è stata la prima discepola di Gesù e ha dato “testimonianza di quello che Dio si attende da ciascuno di noi”, tutti siamo chiamati a chiedere al Signore di “essere capaci di affrontare ogni difficoltà, giorno dopo giorno, senza perderci d’animo, senza scoraggiarci, impegnandoci concretamente per costruire la comunità cristiana dando testimonianza dell’amore di Dio anche a chi non è cristiano ed è lontano nella fede”.
Al termine della celebrazione, il parroco don Emanuele Tiddia ha espresso il ringraziamento della comunità a quanti si sono adoperati per la riuscita di questa edizione così particolare della Festa, dall’amministrazione comunale guidata da Emanuele Pes a tutti i volontari che si sono spesi con fede e sacrificio nel nome della Vergine di Montserrat, Regina del Sulcis.

Giampaolo Atzei (Sulcis Iglesiente Oggi)

 

foto di Efisio Vacca

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Iscriviti!! E' Gratis

Iscriviti attraverso il nostro servizio di abbonamento gratuito di posta elettronica per ricevere le notifiche quando sono disponibili nuove informazioni.
Pubblicità