NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta.

Approvo
07
Wed, Dec
67 Nuovi articoli

Iglesias. Inaugurata la mostra su Sant'Antioco Martire al Museo Diocesano

Attualità Locale
Aspetto
Condividi

Con il taglio del nastro da parte del vescovo di Iglesias, Mons. Giovanni Paolo Zedda, alla presenza del sindaco di Sant’Antioco Mario Corongiu e del vicesindaco Marco Massa, è stata inaugurata martedì sera nel Museo Diocesano di Iglesias la mostra "Iter sanctitatis gaudium ecclesiae. Fede, tradizione e memoria nello storico pellegrinaggio delle reliquie di s. Antioco”.
L’evento, organizzato con l’apporto dell’Archivio Storico Diocesano e la collaborazione dei Comuni di Iglesias e di Sant’Antioco, si inquadra nel tradizionale programma della festa d’agosto del martire sulcitano, quest’anno impreziosita dalla coincidenza del IV centenario del ritrovamento delle reliquie del santo ed a pochi mesi di distanza dalla processione che ha ripercorso l’itinerario dell’antico pellegrinaggio che dalla Cattedrale di Iglesias approdava nell’isola allora spopolata.
Come ha precisato Silvia Medde, direttrice del Museo Diocesano, “nel progetto espositivo risulta centrale la riflessione sul significato del viaggio devozionale”, un viaggio che ha origini ben più antiche del rinvenimento delle reliquie nel 1615, risalendo verosimilmente almeno al XIV secolo. La visita alla mostra, disposta nelle tre sale della struttura di vico Duomo, offre il confronto con numerosi documenti conservati presso l’Archivio Storico Diocesano e con le opere di maggiore significato fra quelle legate al culto di Antioco sul territorio diocesano, su tutti i simulacri rappresentanti il santo nelle chiese parrocchiali di Fluminimaggiore, Teulada e Villamassargia. Ma soprattutto, accoglie il visitatore la più antica statua conservata nell’altare ligneo della cappella dedicata a s. Antioco nella Cattedrale di Iglesias, presentata nella sua fattezza originale senza i vestiti, probabilmente databili tra la fine del Settecento ed il primo Ottocento ed esposti a parte su un manichino.
Di sicuro interesse è anche il grande dipinto realizzato intorno al 1766 dal pittore romano Pietro Bombelli sulla base di un originale ormai perduto, ma il pezzo in assoluto di maggior pregio, anche dal punto di vista devozionale, è sicuramente il reliquiario contenente il cranio del Santo, realizzato dopo il rinvenimento delle reliquie dall’argentiere cagliaritano Sisinnio Barrai e dalla sua bottega. Il reliquario è esposto a conclusione del percorso di visita e viene presentato al pubblico per la prima volta dopo il recente restauro che gli ha restituito l’originaria doratura.
Completano l’esposizione, interamente curata dall’equipe del Museo Diocesano con la supervisione del Comitato scientifico presieduto dal Vescovo, alcuni pannelli che illustrano gli aspetti più inediti ed originali del culto di s. Antioco, a partire dalla sua ricca diffusione nel territorio.
Un’attenzione speciale merita la ricostruzione della solenne processione annuale – la cosiddetta Festa Manna che si svolge quindici giorni dopo la Pasqua - che accompagnava le reliquie alla basilica, presentata in una chiave storica moderna che suggerisce un itinerario di fede e cultura da vivere come un pellegrinaggio sulle orme di Antioco e della storia del cristianesimo in diocesi. GA

 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Iscriviti!! E' Gratis

Iscriviti attraverso il nostro servizio di abbonamento gratuito di posta elettronica per ricevere le notifiche quando sono disponibili nuove informazioni.
Pubblicità