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Carbonia. La notte di San Giovanni. Secondo appuntamento della rassegna “Tessere di Storia” all’insegna delle tradizioni

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Sabato 25 Giugno, alle ore 19:30, il Parco Archeologico di Cannas di Sotto ospita il secondo appuntamento della rassegna “Tessere di storia”, dedicato alla Notte di San Giovanni, una notte considerata magica nella tradizione sarda, carica di simbologia e ritualità.
Anche in questo secondo incontro sarà l’Associazione Culturale Arca di Noè a guidarci alla scoperta degli antichi riti: i tradizionali fuochi, che venivano accesi per illuminare la notte e per bruciare le erbe dell’anno passato; la preparazione dell’acqua di San Giovanni con le erbe aromatiche e officinali; il consolidamento dei rapporti di amicizia tra is goppais de froris, i compari e le comari. Durante la serata verranno letti alcuni brani che descrivono queste tradizioni e l’importanza che questa festa aveva per i nostri avi. L’Associazione Tradizioni e Folklore Santa Giuliana di Serbariu allieterà la festa con i balli tradizionali accompagnati dalla musica dal vivo.
L’evento sarà gratuito, per permettere a tutti di partecipare, un omaggio alla comunità da parte del Consorzio Sistema Culturale Sardegna, gestore del circuito museale, in collaborazione con l’Associazione Culturale Arca di Noè e con l’Associazione Tradizioni e Folklore Santa Giuliana di Serbariu, con il patrocinio del Comune di Carbonia.
È consigliata la prenotazione. Si raccomanda l'uso della mascherina chirurgica
Il Parco Archeologico di Cannas di Sotto, interno al tessuto cittadino (fra il Corso Iglesias e la Via Alghero), è sorto intorno all’estesa necropoli a domus de janas, realizzata - su una collina di travertino - a partire almeno dal Neolitico Finale (dal 3700 a.C. ca. in poi).
La necropoli è particolarmente interessante per l’estensione, l’ubicazione e per la varietà tipologica delle sue tombe. Fra le 26 grotticelle finora individuate, infatti, si trovano di frequente architetture frutto di ampliamenti e rimaneggiamenti di varie epoche.
Il Parco, inoltre, è un vero spaccato della continuità di vita che arriva ai nostri giorni, con il riutilizzo delle tombe - come magazzini, fornaci e ricovero per animali – e lo stesso insediamento del Medau, caratteristico del territorio sulcitano.
Sulla sommità della collina si trova, infatti, uno spazio destinato alle esposizioni temporanee e ad altre manifestazioni culturali, all’interno dell’antico Medau Sa Grutta, abitato negli ultimi 200-300 anni e sovrapposto alla necropoli preistorica.

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