Mentre prosegue ininterrotto il tragico massacro dei palestinesi nella striscia di Gaza, continuando a porre sotto gli occhi di tutti la feroce stupidità della stirpe umana, milioni di donne e di uomini si accordano, in questi giorni così tristi, in molte vie e piazze di innumerevoli località, per urlare (magari in silenzio) il loro bisogno di Pace, che non si può mai disgiungere da Giustizia e da Fraternità.
Anche la gente di Iglesias e di Carbonia ha bisogno di gridare questo bisogno, con la compostezza e la risolutezza che la gravità della situazione richiama.
Per questo motivo, 15 organizzazioni della società civile, dopo essersi incontrate per settimane in una parrocchia iglesiente, hanno deciso di convocare un
sit-in in Piazza Sella - Sabato 17 febbraio dalle 10:30 alle 12:30
Tutta la popolazione è invitata a partecipare, al di là di qualsiasi genere di divisione, riunita sotto l’unica bandiera dalla pace e della nonviolenza, l’unico metodo che potrebbe davvero far finire tutti i conflitti armati e far trionfare la ricerca del bene comune.
Comunicato ufficiale
Scegliere la via della pace e del disarmo
Fermiamo il massacro di Gaza
Assistiamo ad una recrudescenza inaudita di guerre nel mondo, alcune anche nella nostra Europa e in paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Iniziano, ma non finiscono, alimentando e facendosi condizionare dalla fiorente industria e dal commercio di armamenti. Stati e Governi, a discapito dei popoli che dovrebbero rappresentare, sembrano aver perso qualunque capacità di prevenire e gestire i conflitti mediante gli strumenti della diplomazia e della politica, con i quali far applicare e rispettare le convenzioni e il diritto internazionale. Ha preso sempre più corpo l’idea che l’ordine mondiale debba essere basato sullo scontro tra blocchi e non sulla collaborazione e la giustizia tra i popoli.
E questi “pezzi” della terza guerra mondiale in corso (Papa Francesco) possono saldarsi in qualunque momento e deflagrare in un conflitto planetario.
Le cronache giornaliere ci dicono che sono guerre che provocano decine di migliaia di morti, distruzione di territori, esodi di massa, sofferenze immani e la guerra a Gaza è attualmente il peggior massacro di civili, bambini e donne, attuato dal governo Netanyahu per sradicarli dalla loro terra.
Condanniamo la distruzione e la violenza indiscriminata sulle popolazioni civili da qualunque parte vengano, ma non può essere considerata solo difesa l’azione militare di Israele, si tratta di rappresaglia e vendetta nei confronti del popolo palestinese che a Gaza e negli altri territori vive in uno stato di occupazione militare in un sistema oppressivo di apartheid da parte del governo di Israele. Eppure “Coloro che hanno sofferto il turpe tentativo di cancellare il proprio popolo dalla terra sanno che non si può negare a un altro popolo il diritto a uno Stato” (Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella)
Noi crediamo che la violenza e la guerra siano un vicolo cieco, fonte di nuove e immani sofferenze nel presente e premessa di moltiplicato e durevole odio e violenza per gli anni a venire. Siamo convinti/e che solo l’impegno serio e insistito per il riconoscimento dei diritti delle persone e dei popoli può condurre ad una vera pace. Solo investendo risorse nella formazione alla diplomazia, al dialogo, alla pace, possiamo evitare che la guerra sia vista come unica possibilità di risolvere i conflitti.
Chiediamo
alla cittadinanza e alle associazioni di non restare indifferenti, di informarsi, di esprimere chiaramente il dissenso dalle scelte di guerra; di agire, a partire dalla nostra realtà, per costruire insieme una società globale pacifica, nonviolenta, responsabile, da consegnare alle future generazioni;
ai mezzi di informazione
di fornire un’informazione più obiettiva e meno polarizzata, non a favore o contro qualcuno, favorendo la ricerca delle vie del negoziato, del dialogo, della pace.
alle nostre Istituzioni
- di sospendere ogni appoggio alle azioni di guerre con l’invio di armi, di avviare un processo di riconversione dell’industria bellica e di ridurre drasticamente le spese militari a favore della spesa sociale, sanitaria, per la tutela ambientale del territorio e di una difesa civile e nonviolenta;
- di sostenere con forza il diritto di tutti i popoli alla libertà, alla giustizia, alla pace e all’autodeterminazione.
Chiediamo nell’immediato che si fermino le armi, si inviino massicci aiuti alla popolazione palestinese stremata, facendo nostra la voce di Alì Rashid, primo segretario della delegazione generale palestinese in Italia
“La ragione, l'umanità e la vita ci supplicano di dire
NO ALLA GUERRA”
Parrocchia Cuore Immacolato
ANPI
Scuola Civica di Politica - La Città in Comune
Lega Spi CGIL Iglesias
Centro Sperimentazione Autosviluppo
Comitato riconversione Rwm per la Pace e il Lavoro sostenibile
Movimento dei Focolari Iglesias
Gruppo Scout Agesci Iglesias 1
Amici di San Francesco
Partito Comunista Italiano Sulcis Iglesiente
WarFree - Liberu dae sa gherra
CIC Arci Iglesias
Le radici del sindacato Sardegna Area programmatica CGIL
Scuola Civica di arte contemporanea e Giuseppe Frau Gallery