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Is Zuddas (Santadi). Officiata sabato 2 gennaio la santa messa in grotta

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Si è rinnovato sabato mattina, due gennaio, in una data non usuale a quella tradizionale di fine anno, l'appuntamento con la Santa Messa nelle grotte di Is Zuddas. Quest'anno invece di una sintesi è stata un preghiera collettiva di auspicio e di speranza per il nuovo anno. In assenza del Vescovo di Iglesias Monsignor Giovanni Paolo Zedda, impegnato in attività pastorali come la marcia della pace e le incombenze del giubileo della misericordia, a concelebrare la Santa Messa nelle splendide cavità carsiche di Monte Meana a Santadi è stato Don Giuseppe Casti, salesiano sardo di nascita residente a Roma, insieme ai parroci di Santadi e Narcao e di Iglesias. Ancora una volta, in uno scenario fantastico immerso tra aragoniti eccentriche, stalattiti e stalagmiti, e arricchito da un suggestivo presepe, di cui molte statue sono opera dello scomparso artista di Sant'Antioco Gianni Salidu, nella "sala dell'Organo" un centinaio di persone hanno salutato con la Santa Messa alliettata dai canti del coro della parrocchia di Santadi l'anno nuovo auspicando possa essere un anno di pace e di lavoro che segni la sconfitta della povertà e del terrorismo. L'appuntamento organizzato da sempre dai soci della cooperativa guide Monte Meana non ha tradito le aspettative accogliendo nella sala dell'organo i presenti in raccoglimento religioso. <Un momento di fede che consente riscoprire il valore delle tradizioni come proprie- ha affermato Don Giuseppe Casti nell'omelia – fare il presepio in grotta è un messaggio per i giovani affinché possano apprezzare e continuare la tradizione>.

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