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Santadi. Presentata la seconda edizione del Ditzionàriu de sa Limba e Cultura Sarda di Mario Puddu.

Attualità Locale
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È stata presentata ieri pomeriggio nella biblioteca comunale di Santadi la seconda edizione del Ditzionàriu de sa limba e de sa cultura sarda realizzato dal professor Mario Puddu. Dopo i saluti dell'assessore alla cultura Simona Garau e l'introduzione di Anna Paola Peddis, coordinatrice dello SBIS, è intervenuto il professor Mario Puddu che parlando in sardo, come è sua consuetudine, ha presentato il suo lavoro.
Nella seconda edizione, che arriva 15 anni dopo la prima, sono presenti oltre 111.000 lemmi, di cui oltre 22mila tradotti in 5 lingue (italiano, francese, spagnolo, tedesco e inglese). Per tante parole oltre alla spiegazione etimologica sono presenti anche i sinonimi e i contrari. Inoltre nel Ditzionàriu è possibile trovare proverbi, modi di dire, curiosità sui cognomi sardi oltre a elementi di grammatica sarda.
L'autore, orginario di Illorai ma residente da molto tempo a S.Giovanni Suergiu, dopo aver spiegato le normali differenza tra la lingua parlata e scritta ha dimostrato quanto in realtà la lingua sarda, pur divisa in dialetti locali, sia in realtà unitaria: infatti le similitudini e i tratti comuni delle varie parlate sarde, benchè distanti tra loro da un punto di vista geografico, sono nettamente preponderanti rispetto alle differenze.
Nel Ditzionàriu per ogni parola, sono presentate in ordine alfabetico tutte le varianti locali registrate dall'autore nella sua lunga attività di ricerca (iniziata nel 1987).
In questo modo vengono messe a contatto tra loro, in maniera indiretta, tutte le parlate sarde facendo conoscere così i modi diversi di "parlare" la lingua sarda anche ai sardofoni stessi, che purtroppo in maniera sempre più frequente, si limitano a conoscere solo il sardo del loro paese.
Per la spiegazione dei lemmi l'autore ha scelto di utilizzare la così detta Limba de Mesania, cioè l'insieme delle parlate diffuse nella zona centrale dell'Isola (dall'Alta Ogliastra verso il Mandrolisai-Guilcer), che potrebbe rappresentare un ponte ideale tra le parlate sarde meridionali e quelle settentrionali.
Senza dubbio la monumentale opera di Mario Puddu, potrebbe diventare un prezioso strumento di trasmissione e diffusione della cultura e della lingua sarda che dovrebbe essere presente in ogni biblioteca e scuola della Sardegna.
L'autore ha concluso ringraziando il pubblico presente che ha seguito con attenzione e non ha mancato di porre domande interessanti, lo SBIS e l'amministrazione comunale di Santadi. Infine ha annunciato che a breve verrà ripristinata anche la versione on-line (www.ditzionàriu.org) che in 15 anni di attività ha avuto oltre 10 milioni di visite.
Roberto Pinna

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