Con il rientro del simulacro della Vergine di Monserrato ad Iglesias si è conclusa a Tratalias “Sa festa manna” in onore della Madonna di Monserrato, patrona del Sulcis, che si celebra da centinaia d'anni nel paese sulcitano. Quest'anno è stata un festa, per certi versi in tono minore a causa di un presunto diverbio tra autorità e comitato. Sulla disputa che si sarebbe consumata tra i vari soggetti interessati al programma religioso e civile a darne testimonianza visiva sono state diverse carenze rispetto agli anni scorsi. La piazza e la Cattedrale senza illuminazione esterna, poche bancarelle, la mancanza del coro per la celebrazione eucaristica dopo la tradizionale processione del lunedì, ma sopratutto all'arrivo del simulasco di giovedì sera l'assenza delle fasce tricolori dei sindaci del territorio e la mancanza del primo cittadino dietro il simulacro “della Santa” nella processione dove le autorità del paese sono state rappresentate solo dal maresciallo dei carabinieri della stazione di Tratalias. Tutto questo però non ha intaccato l'attaccamento dei fedeli sulcitani verso la loro Protettrice che hanno come sempre rappresentato comunque un momento di fede e di devozione. Il giorno dell'Ascensione quest'anno giovedì 25 maggio si è rinnovato il secolare rito della "Peregrinatio Mariae" che da avvio alla festa della Madonna di Monserrato, patrona di Tratalias e Regina del Sulcis. il simulacro della Madonna, ha iniziato il viaggio dalla Cattedrale di Iglesias verso la basilica romanico pisana a lei dedicata che si eleva nel borgo medievale di Tratalias. Un tragitto di trentacinque chilometri. Ad accompagnarla e scortare nel viaggio il simulacro ligneo della Santa trattori riccamente addobbati mentre diverse soste ne hanno interrotto il cammino, Gonnesa, Flumentepido, Carbonia e San Giovanni Suergiu con centinaia di fedeli assiepati al bordo della strada, facendo si che il simulacro della Madonana giungesse a Tratalias a sera inoltrata. Erano circa le 21.30 quando il simulacro ha raggiunto l'ingresso del paese dove una croce riccamente adornata di fiori segna l'arrivo e la partenza del ritorno ad Iglesias della Madonna di Monserrato. Da li il trattore con a bordo il simulacro e le “orberas” ha proseguito per il sagrato della chiesa medievale seguito, al suono della banda musicale e da una processione di fedeli. All'arrivo sul sagrato mentre il simulacro veniva portato a spalle all'interno dell'antica cattedrale nella piazza adiacente la chiesa, come tradizione, è stato acceso un grande falò: "su fogaroni" in segno di saluto e devozione. I giorni seguenti sono stati catatterizati da celebrazioni delle sante in cattedrale da parte del parroco Don Emanuele Tiddia e di qualche altro sacerdote. La festa è entrata nel vivo la domenica con la celebrazione della Santa Messa concelebrata dal vescovo Mons. Giovanni Paolo Zedda in Basilica con i parroci della forania. La sera poi prima processione in programma officiata dal parroco che si è snodata per la vie del nuovo paese mentre lunedì, giorno canonico della festa, il corteo sacro ha unito il vecchio ed il nuovo con partenza dalla cattedrale nel vecchio borgo per raggiugere le vie del paese nuovo e fare poi rientro in cattedrale allietato dalla banda musicale e scortato da tantissimi di cavalieri e una decina di gruppi folk in rappresentanza del territorio. Dopo la processione in cattedrale si è svolta la Santa Messa conconcebrata da don Silvano Cani, che nell'omelia ha ricordato il patto di fede che lega la vergine di monserrato a Tratalias e alle popolazioni sulcitane, insieme al parroco Don Emanuele Tiddia e monsignor Carlo Cani delal curia di Iglesias. Infine , come avviene ogni anno, martedì 30 maggio il simulacro, in onore ad un antico "accordo" con la sede vescovile di Iglesias, ha fatto rientro nella cattedrale di Iglesias dove rimarrà sino alla prossima “festa Manna”. Tito Siddi
LA STORIA
L'arrivo della Santa secondo un rito che antichi testi raccontano si rinnovi dal 1503 ha dato il via a una serie di festeggiamenti religiosi che hanno avuto il battesimo con la celebrazione della Santa messa celebrata dal cappuccino padre Vincenzo parroco di Valverde ad Iglesias. Celebrazioni che poi si sono susseguite nei giorni seguenti sia nella chiesa del paese nuovo che nella antica cattedrale del borgo medievale. “Sa festa Manna” conta, da quando il paese è stato ricostruito sulla collina al riparo dalle infiltrazioni d'acqua della diga di monte Pranu che aveva minato le fondamenta delle case, lo svolgimento di due processioni.
Tratalias. Celebrata “Sa festa manna” tra incenso e preghiere. Un rito che si rinnova dal 1500
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