Ancora un premio per l’azienda ovicaprina Sa Craberia di Carbonia. Una giuria di esperti e tecnici coordinati dall’Agenzia Regionale Laore, che ha lavorato per tre giorni nell’esaminare e valutare settantadue prodotti provenienti da trenta punti di trasformazione sardi, così da individuare i migliori formaggi caprini per il concorso 2017, ha assegnato il secondo posto nella categoria “caprino fresco” (formaggi pronti per il consumo immediatamente dopo la fabbricazione) lo stracchino di capra prodotto dall’azienda diretta da Antonangelo Brau. «La premiazione – spiegano dall’azienda sulcitana – si è svolta a Dorgali, l'iniziativa del concorso, organizzata dall'Agenzia Laore e dal comune di Dorgali, ha visto fra i partecipanti diversi dei maggiori portatori di interesse del comparto isolano: dai produttori ai trasformatori del mondo cooperativo e industriale, passando dalla grande distribuzione organizzata». GDO che, a Carbonia, segnatamente Conad, distribuisce con successo i prodotti di Sa Craberia, en attendant di fornire anche l’ultimo fortunato prodotto dell’azienda cittadina. Interessanti i dati diffusi nell’occasione: il 45,4% di tutto il latte caprino prodotto in Italia è rigorosamente “made in Sardinia”. Con 282 mila 560 capi che producono oltre 16 mila tonnellate di latte, la Sardegna è quindi leader nazionale, seguita dalla Lombardia, che si attesta su 6 mila 504 tonnellate, circa il 18,5% del comparto nazionale, e che fra il 2005 e il 2015 ha avuto un incremento produttivo del 142,7%. Un settore in crescita quindi, di nicchia e dalle potenzialità enormi. Del futuro del comparto e delle sue prospettive di sviluppo si è parlato a Dorgali in occasione della premiazione dei migliori formaggi caprini isolani a cui ha partecipato l’assessore dell’Agricoltura, Pier Luigi Caria: «Con i numeri che ha la Sardegna – ha detto – si dovrebbe avere la forza di dettare la linea a tutto il settore nazionale. Ma così non è. Abbiamo produzioni notevoli e soprattutto di qualità che, se messe a sistema, potrebbero creare uno sviluppo incredibile. Nell’isola ci sono gli allevamenti di montagna e collina, con le tipiche capre di razza sarda o meticce, più adattabili ai territori meno accoglienti. Abbiamo poi gli allevamenti di pianura, con le capre delle razze più produttive. Manca oggi la connessione fra questi due mondi che dobbiamo mettere assieme e raccontare con un progetto di marketing che valorizzi una delle nostre tipicità alimentari ancora poco note ai mercati d’oltremare». L’assessore ha concluso riproponendo un vecchio progetto sulla costituzione della filiera: «Esistono lavori vecchi di oltre dieci anni che è il caso di recuperare e riadattare alle condizioni di oggi. Come Regione siamo disposti a fare la nostra parte in collaborazione con tutti gli attori del comparto caprino».
Carbonia. Sa Craberia vince il secondo premio regionale nella categoria “caprino fresco”
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