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Sant'Antioco. Il ponte è sicuro, non crollerà. Comitato Porto Solki: basta terrorismo psicologico per giustificare un nuovo ponte

Attualità Locale
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Il ponte che collega Sant'Antioco alla Sardegna non solo non è in pericolo di crollo ma, se manutenzionato a dovere, durerà almeno altri cinquant'anni. La stabilità è stata certificata l'estate scorsa dai tecnici di una società a cui il Comune di Sant'Antioco ha affidato, pagandola con fondi propri, una verifica con prove di carico. La notizia è stata resa nota nei giorni scorsi, con un comunicato, dal Comitato Porto Solky che intende promuovere anche una campagna di informazione per rassicurare i cittadini e  lanciato l'astag “Smettiamola di dire che il ponte di Sant’Antioco sta crollando”. <Non è in pericolo tanto che da un severo collaudo statico dinamico eseguito recentemente -conferma l'assessore ai lavori pubblici Francesco Garau- è emersa la necessità di attuare una mai effettuata manutenzione programmata e gli interventi conservativi più idonei, che –conclude l'assessore- saranno noti dopo le ultime verifiche al fine di rimuovere la limitazione puramente cautelativa di 40 tonnellate per senso di marcia, quindi garantirne la sicurezza per altri 50 anni>. Il comitato è convinto ci sia stata una campagna di disinformazione e di terrorismo psicologico strumentalizzato al fine di giustificare la costruzione del nuovo ponte. <Un'opera inutile sotto tutti i punti di vista– ribadiscono i portavoce del comitato Porto Solki Alfonso Curridori, Rolando Marroccu e Daniele Garau- che costerebbe alla collettività 57,5 milioni di euro di cui si chiede la rimodulazione per la messa in sicurezza della statale 126 tra Carbonia e Sant’Antioco e la realizzazione del porto polifunzionale nel Golfo di Palmas>. Il ponte col passare degli anni ha dimostrato lievi criticità che ha portato i cittadini a credere che il ponte fosse pericolante tanto che, si racconta, che tanti automobilisti prima di attraversare il ponte si tolgono le cinture e aumentano l’andatura con la speranza di non restare intrappolati a causa di un improvviso cedimento. <da quando il ponte è passato in carico al Comune- ricorda Salvatore Massa ex consigliere comunale- le varie amministrazioni non hanno effettuato le manutenzioni programmate per mancanza di fondi>. Monica Fois, ex assessore ai lavori nel 2002, da però una spiegazione. < allora non si pensava – ricorda Monica Fois- che il ponte potesse avere problemi di sicurezza>. Sulla situazione sgombra i dubbi il Sindaco Ignazio Locci <da quando il ponte è comunale, rimanendo però proprietà dell'Anas, è stato classificato come “traversa interna”- spiega il sindaco- questo ha portato che la manutenzione sia a carico del Comune. Per fare ciò- Conclude il sindaco- chiederemo alla Regione di erogare al Comune i relativi finanziamenti per la manutenzione e messa in totale sicurezza>. Sono solo i primi passi affinchè ciò che auspicano gli oltre mille sottoscrittori delle istanze del comitato abbia disco verde.

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