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Pensieri in libertà. Si possono perdonare dei calzini bianchi?

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Quando entro il concerto è già iniziato e cerco tra il pubblico le mie colleghe. Le scorgo in diversi punti della sala e osservo la bellezze di donne vestite in modo non formale come solitamente accade negli uffici dell’Adest. In divisa le operatrici della Casa per l’Anziano di Santadi. Elegante il pubblico in sala. Mi chiedo cosa mi abbia spinto a lasciare un buon posto nella mia spiaggia preferita in una giornata di mare splendida. Guardandomi attorno, non esito a trovar la risposta. Gli anziani, i familiari, i dipendenti Adest, le mie colleghe e…della buona musica, perché davvero quella che sento è della buona musica. Rapisce.
Un pianoforte a coda suonato magistralmente e con notevole ironia da Fabrice Eulry. Il suo compito, sabato 13 luglio 2019 è quello di “offrire…la musica classica nei luoghi dove non arriva” con l’associazione umanitaria Fondation Résonnance che promuove e diffonde la musica classica in concerti rivolti a persone con situazioni di vulnerabilità sociale. Iniziativa lodevole che, a una prima analisi, mi pare essere dagli astanti, particolarmente gradita. Com’è il mio solito, all’ingresso il mio spirito di osservazione si attiva e comincio con le mie considerazioni silenziose. La mia attenzione è attratta dal tutt’uno del pianista/piano. Suona con tutto il corpo non solo con le mani, c’è…è dentro ogni nota e ciò è percepito anche dai presenti. Le mie considerazioni si spostano dagli aspetti emozionali a quelli più prosaici. E’ vestito in maniera bizzarra ma, credo sia un tratto distintivo degli artisti. Bretelle e cravatta coi tasti disegnati, camicia abbondante e…calzini bianchi!
Alzo teatralmente gli occhi disapprovando fermamente la scelta. Il calzino bianco. Ricordo terrificante degli anni 80. L’incubo. Continuo a elucubrare e, d’un tratto, scorgo Tzia Antioga, donna austera e severa. Un monolite. Tutta in tiro e con i capelli bianchissimi legati in una treccia. Ella tiene il tempo con la testa e lo batte con le mani sulle ginocchia. La Musica. Un Ponte. IL Ponte. Si, decido, si possono perdonare dei calzini bianchi se il tocco veloce delle note di Fabrice, è riuscito a raggiungere tzia Antioga e la sua anima.
Claudia Serra

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