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Sant'Antioco. Un successo per il concerto di Vinicio Capossela che porta all'arena fenicia oltre 2000 presenze

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Chissà se nelle ataviche rupi che circondano l'Arena Fenica a Sant'Antioco Vinicio Capossela ha intravisto l’originaria frattura tra uomini e animali, raccontata in “Ballate Per Uomini e Bestie”, che l'artista irpino ha interpretato venerdi sera davanti ad un numeroso pubblico, stimato in oltre 2000 presenze, che si sono attardate nel grande prato verde dell'arena antiochense. Vinicio Capossela in “Ballate Per Uomini e Bestie”,  che ha vinto la prestigiosa targa Tenco 2019 come miglior album, racconta una storia ancestrale. Il cantautore compone un quadro di presenze remote, ferine, demoniache e popolane per tracciare uno scenario di sconsolante umanità, ormai distante dall’eroico temperamento dimostrato dagli antichi progenitori, all’alba dei tempi. In forma di ballate, il cantautore mette in musica il limite irrisolto di una natura umana, al tempo stesso sacra e profana, che ha perso il suo legame con il mondo degli animali, testimoni anch’essi dello straordinario mistero della vita. In pratica delinea il grande vuoto di una società in cui, nonostante la costante proliferazione di dati e informazioni, si manifestano con forza i medesimi eventi negativi di pestilenza, miseria e guerra che hanno sconvolto l’età medioevale. Il concerto è stato   il raconto di una inesorabile caduta verso il basso, fatalmente enfatizzato da un linguaggio che riunisce poesia, filosofia e denunzia, capace così di mescolare suggestioni bibliche e fatti di cronaca, vite dei santi e diavoli, favole e realtà perdute. Gli animali, reali, fantastici e scomparsi rappresentano un tentativo di riavvicinamento a una forma unica di ritualità di cui esseri umani e bestie entrambi diventano osservatori diretti. Nel grande dogma dell’evoluzione riecheggiano i secoli di una storia, densa e oscura, dove gli zoccoli del selvaggio battono di nuovo pesanti sulla Terra. La volontà di spianare le barriere tra specie si trasforma in frenesia, riportando l’esistenza al suo intricato brodo primordiale.  Dopo l'incontro, il giorno prima al MAB, Museo Archeologico Ferruccio Barreca dove il cantautore ha incontrato il saggista e critico letterario Goffredo Fofi ed il giornalista di Sant’Antioco de “Il Sole 24 Ore” Stefano Salis per tre ore nella magica location dell'arena fenicia ha fatto irruzione stridente e vigorosa, inframmezzata da qualche ballata in limba di canzoni ormai anche loro lontane nel tempo, la musica e i racconti di Vinicio Capossela. Visioni e parole si sono così librate tra cielo stellato e l'isola di Sulky ricca di antichi fantasmi.

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