Molti pensano che l’acqua calda delle sorgenti di Santa Mariaquas sia dovuta a un vulcano e, in effetti, per altre località termali la presenza di sorgenti di acqua calda è dovuta ad un'attività vulcanica, ma nelle colline di Monreale e nell’area termale il vulcano non c’è e non c’è mai stato.
La valle di Santa Mariaquas risale a un periodo compreso tra i 471 e i 460 milioni di anni fa ed è di poco più recente rispetto al colle di Monreale che è un lembo del massiccio del Linas. L’origine delle acque calde è ben più rassicurante rispetto a quella che potrebbe essere se ci fosse un vulcano sotterraneo: il riscaldamento dell'acqua avviene per il gradiente geotermico e, nonostante la parolona, il concetto è molto semplice: più ci si addentra nelle viscere della terra, più la temperatura delle rocce aumenta. Il gradiente geotermico medio è di circa 30°C ogni chilometro di profondità. Facendo un calcolo approssimato possiamo ritenere che l’acqua delle terme di Santa Mariaquas, che fuoriesce a una temperatura di 55°C, provenga da una profondità di circa 2 km.
Ma come ha fatto l’acqua a penetrare fin là sotto?
Le acque termali di Santa Mariaquas altro non sono che precipitazioni provenienti da un’area molto vasta, compresa tra la catena del monte Linas e quella del monte Arci. Una parte delle acque meteoriche viene convogliata nei torrenti, nei rii e nelle gore che scorrono in superficie, ma una quantità ben maggiore penetra nel terreno, si infiltra nelle fratture dello strato roccioso e, dopo un viaggio lungo e tortuoso, raggiunge grandi profondità. Secondo uno studio dell’università di Cagliari, questo percorso dura quarant’anni. Il che equivale a dire che l’acqua piovuta quest’inverno sgorgherà nelle sorgenti di Santa Mariaquas nel 2060.
Nel loro lento cammino sotterraneo le acque piovane, scorrendo a contatto di rocce con una determinata composizione chimica mutano la loro composizione. In realtà le vere caratteristiche chimiche delle acque termali sono ottenute quando esse stazionano in un serbatoio sotterraneo, una cavità di roccia impermeabile. E’ quindi lì sotto che le acque percolate subiscono una trasformazione chimica che le trasforma in acqua “bicarbonato-alcalino-sodica“. In Italia acque termali di questo tipo sono molto rare e in Europa le più note sono quelle di Vichy. Il successivo viaggio di risalita verso la superficie non altera in maniera sensibile le caratteristiche chimiche acquisite. Nello stesso modo con il quale hanno raggiunto le profondità della terra, le acque, divenute ormai minerali e termali, risalgono in superficie e sgorgano dalle sorgenti che , fin dall’antichità, hanno reso famosa la nostra piccola valle.
Angelo Mascia