Lettera a Giovanni falcone di un giovane studente di Sant'Antioco
Caro Giovanni
Son passati 28 anni da quel maledetto giorno. Ci mancano i vostri valori, ci mancano le vostre idee, ci manca la vostra lotta a Cosa Nostra. Sono un giovane ragazzo che ha sempre amato interessarsi sulla tua vita e quella del tuo grande amico Paolo Borsellino, nonostante viva in Sardegna. Tu ci hai insegnato a vivere in un mondo migliore, volevi che la tua città fosse totalmente libera dalla mafia, purtroppo ti hanno ucciso prima che ci riuscissi. Quest’anno non ti si potrà ricordare come vorremmo, non si potrà tenere la solita manifestazione e la solita nave della legalità.
Oggi ho voluto ricordarti così, ho voluto ricordarti organizzando una maratona in tuo onore. Interverranno varie persone, per primo, con mia grande ammirazione interverrà il tuo collaboratore nella preparazione del maxiprocesso se non probabilmente tuo amico, Giovanni Paparcuri. Successivamente interverrà un mio caro amico: Bernard Dika (Alfiere della Repubblica) ed infine interverrà Ornella, grazie alla quale ho avuto il contatto di Giovanni.
L'altro giorno ho visto il film in ricordo di Rocco Chinnici, dove ci sei anche tu, visto che anche con lui eravate oltre che colleghi, grandi amici.
Sai una cosa? Tu sei un grande esempio per me, vorrei diventare magistrato e lottare contro la mafia come hai fatto tu. Mi hai insegnato tanto. Sono onorato di esser venuto nella tua amata Palermo e avervi ricordato. Sai che sei un grande uomo?
Ci collega un altro fatto, tu e Paolo, siete venuti a preparare il maxi processo in Sardegna, dove io vivo, ciò mi onora, perché quella è stata molto probabilmente la vostra condanna a morte, visto tutti i condannati al termine di questo.
In questi giorni c’è stato un caos assurdo a livello nazionale, perché vista la pandemia in corso, alcuni dei più grandi boss mafiosi, son stati scarcerati.
Finisco questa lettera, ringraziandoti per tutto ciò che hai fatto.
Sei stato un grande magistrato e continui a vivere dentro il cuore di tutti noi che vogliamo un’Italia senza mafia.
Elio Sanchez
foto Web