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YULIN, ORA ANCHE IN ITALIA

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Riprendiamo e pubblichiamo il pensiero di un veterinaio di Napoli, un professionista oggi stanco e deluso.

Abbiamo parlato tanto dell’orrore del festival di Yulin ed ecco che ci troviamo a dover commentare una grigliata a base di gatto a Livorno, nella nostra civilissima Italia, il paese dove tutto è permesso, dove tutto è impunito, dove tutto ha una giustificazione.
“Ho fame” ha gridato a più riprese il giovane immigrato irregolare per giustificare il proprio gesto, come se la fame autorizzasse tutto. In questi giorni di crisi economica ho visto anziani frugare nell’immondizia, ho visto file alla Caritas, ho visto solidarietà ovunque e poi, parliamoci chiaro IN ITALIA NON SI MUORE MAI DI FAME, con un quarto d’ora di colletta ci si compra un panino, lavando una vetrina o portando qualche spesa a domicilio in poche ore ci si guadagna un pasto sempre e ovunque. Un panino lo si rimedia sempre.
Se fosse davvero morto di fame ed avesse agito in preda alla disperazione lo avrebbe fatto di nascosto… ed invece il gatto lo ha ucciso ed arrostito nella pubblica e frequentata piazza davanti alla stazione, proprio per essere visto, proprio per ribadire l’orgoglio della sua cultura, per utilizzare il nostro orrore come strumento di ricatto.
L’idea poi che questo orribile provocatore sia stato immediatamente rilasciato mi fa stare davvero male. Vivere in un altra nazione significa accettarne i costumi, ben vengano tutti, non importa il colore della pelle o l’etnia purché intenzionati a rispettare la cultura ed i sentimenti del popolo che ti ospita.
Non mi sognerei mai di ubriacarmi in Arabia Saudita, di fare grigliate di Maiale nei paesi Islamici o di Manzo in India, integrazione non significa azzeramento della cultura ospitante ma, casomai, adattamento.
L’impunità e la giustificazione che questi gesti ottengono sono la principale causa della xenofobia, se davvero vogliamo e sogniamo un mondo senza confini e senza razzismo dobbiamo essere inflessibili ed autoritari contro chi coltiva l’orrore e l’arroganza.
Purtroppo so bene che non verrà nemmeno espulso, questa è la risposta dello stato alla manifestazione per i diritti degli animali tenutasi a Roma il 13 giugno scorso.
Ormai siamo ridotti in un pessimo stato: l’Italia!
Dottor Vincenzo Minuto

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