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Tradizioni “In ogni cassetto un fazzoletto”. Gruppo Folk Sant’Elia Nuxis ( prima parte )

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Su Muncaroi Mannu: Un Antico Copricapo

Su muncaroi mannu ovvero il fazzoletto grande, questa la sua traduzione letterale, fu con ogni probabilità il copricapo più diffuso nel Sulcis.
Il suo utilizzo risale alla metà del XIX sec quando, con la meccanizzazione della stampa, incominciarono a proliferare in Europa i primi macchinari per la produzione di tela stampata.
fazzoleto unoA Marsiglia, città marittima nel sud della Francia, crocevia di migrazioni e commercio, si trovavano laboratori provvisti di manodopera con una preparazione specifica nella stampa dei tessuti.
I fazzoletti che giungevano in Sardegna, insieme alle tele stampate e altre stoffe, erano realizzati in questi ambienti e si suppone non fossero un prodotto di esportazione esclusivamente francese.
Probabilmente questi manufatti provenivano anche dal mercato inglese oltre che austriaco e svizzero.
Nel 1800 infatti operavano pienamente nell’ambito della stampa dei tessuti alcune fabbriche situate lungo il confine dei cantoni svizzeri (P. Caspard, La Fabrique-Neuve de Cortaillod [Texte imprimé]: entreprise et profit pendant la révolution industrielle 1752-1854, Paris 1979). Queste piccole imprese, facilitate dalla vicinanza con il mercato francese, producevano in funzione dell’esportazione, ponendo attenzione alla domanda del mercato estero.
Parte della richiesta di tela stampata era soddisfatta anche a livello locale con il lavoro di imprenditori che nella metà del XIX sec. aprirono alcune aziende di tessuti nella zona del Cagliaritano. (Almanacco di Cagliari 77).
La varietà di fazzoletti presenti nel Sulcis rimanda a diverse tipologie di stampa e alla distinzione, a grandi linee, di alcuni gruppi decorativi.
Foto7Molti fazzoletti presentavano temi di ispirazione vegetale come motivi floreali più o meno compositi, fiori piccoli e grandi, foglie, steli e rami.
I colori di queste stampe erano particolarmente vivaci ed emergevano da sfondi semplici o elaborati.
Spesso venivano rappresentati elementi astratti che acquistavano un valore puramente ornamentale e decorativo.
Ciò si può riscontrare ad esempio in quell’assortimento di fazzoletti a stampe vagamente orientali nei quali l’elemento vegetale era rappresentato a forma di goccia. Si tratta di motivi della tradizione orientale che si unirono a quelli della tradizione europea, divenendo molto popolari in Occidente nel XVIII e XIX sec.
fazzoletto indossatoUn altro esempio sono le cosiddette cineserie, ovvero disegni armonici dell’arte orientale stampati sui fazzoletti di indiana ma anche su altri tessuti come sete, ricami etc…
Un ulteriore stile è quello delle stampe a motivi puramente geometrici.
Si trattava di disegni di piccole dimensioni come cerchi, rombi, quadrati e altri elementi stilizzati. Spesso comparivano colonne decorative o strutture verticali e trasversali che riempivano il fazzoletto secondo un preciso ordine (L. Laurenti, Les mouchoirs imprimés entre XVIIIe et XIXe siècle…, 2015).
Queste stampe erano ottenute con metodi che subirono una progressiva evoluzione nel tempo.

A cura di Vanessa Garau

Le foto pubblicate sono di proprietà del Gruppo Folk Sant’Elia Nuxis.
[Foto timbro di legno dal web]

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