E’ arrivata l’estate, anche quest’anno in ulteriore anticipo, con l’impennata della temperatura a valori, 25 anni fa osservabili solo in Agosto e già qualcuno fa sporgere elegantemente i primi gomiti dal finestrino lato-guida insieme a qualche piedino nell’altro lato.
Si riaccende l’entusiasmo di quanti, in maggioranza sembra, hanno vissuto l’inverno come una stagione mesta, grigia, costantemente piovosa, quasi come una landa russa descritta dai romanzieri dell’800 e che, incoscientemente, non nel senso di inconsci, ma di incoscienti, lo vorrebbero cancellare dal ciclo delle stagioni.
Ma non c’è da essere così entusiasti: l’inverno ha registrato temperature ancora più elevate, una piovosità con sempre meno millimetri d’acqua, che il nostro fon mediterraneo, lo scirocco, asciugherà subito.
Tutto ciò non sembra preoccupare le folle di forzati del mare che si accingono a sfruttare le spiagge, con spostamenti di centinaia di milioni di auto, che, come tali causeranno un ulteriore aumento della temperatura, per stare ancorati alla sdraio per intere giornate, vivendo con stress la stagione del riposo, tra corse, ma anche interminabili file in auto, interminabili partite a racchettoni in spiaggia o a bech-volley e serate al bar con accompagnamento di Decibel di Rock e finale in discoteca fino alla colazione delle 7.30. Un libro, magari non banale, avrà spazio in queste scalette? per carità.
A proposito di Rock, come non essere orgogliosi della vittoria del gruppo italiano Maneskin, a non so quale rassegna, soprattutto dell’urlo di uno dei cantanti, che, in Inglese, ha preconizzato “il Rock non morirà mai”. E’ stato subito smentito, almeno parzialmente dal Washington Post, mi pare, nel quale un giornalista ha dichiarato “Un buon Rock, attualmente solo in Italia!”. A questo punto l’orgoglio sale alle stelle e una lacrima scende sommessa: “eh si lavora ma poi le soddisfazioni arrivano”. Non solo siamo quelli che in Europa emulano di più i modi di vivere degli americani, ma in questo caso, si è realizzato il noto fenomeno, secondo cui i maestri sono stati superati dagli allievi.
Purtroppo c’è anche una possibile seconda lettura, anch’essa commovente: gli italiani, un tempo guardati dal mondo come fonte di cultura e come esempio da seguire in molti campi, oggi hanno imparato a percorrere strade, già abbandonate dai loro precursori.
E a proposito di USA e di caldo, Biden ci tranquillizza per la sua svolta ambientalista: Non si faranno in Alaska le trivellazioni, già autorizzate, alla ricerca di minerali rari, cosa che però non sembra, tra le scelte immediate, utile per almeno arrestare i cambiamenti climatici che sono dovuti a scarichi ad alta temperatura nella Troposfera.
Sarebbe stato meglio che smettesse con i lanci di missili interplanetari, almeno per un po’ e che scoraggiasse l’utilizzo di aerei, i mezzi di gran lunga più inquinanti.
Ma si sa, se si movesse in questa direzione, vorrebbe dire che non rispetta gli interessi economici americani, soprattutto quelli di alcuni, che non gradirebbero, ma almeno avremmo qualche prova del suo interessamento reale per la salute di tutti.
Pier Giorgio Testa
PERISCOPIO SULLA SOCIETA': Il Gran Caldo (di Pier Giorgio Testa)
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