Scrivo temendo che le speranze di ritrovare viva la ragazza pakistana, Saman, siano ridotte al lumicino, contemporaneamente mostrando tutte le perplessità su quanto accade nel nostro Paese, ma soprattutto, su quanto non accade
1. Che cosa ha fatto o avrebbe dovuto fare lo Stato per impedire questo misfatto?
Mi sembra che abbiamo spesso parlato di integrazione culturale, ma se succedono tali eventi è difficile anche soltanto ipotizzare l’avvenuto inizio di un’integrazione, a meno che con questo termine non si voglia intendere che in Italia si può entrare, viverci anche grazie alla nostra assistenza e continuare a perpetrare comportamenti retrivi o, addirittura, totalmente delinquenziali come questo, che si teme avvenuto. Dove erano le agenzie pubbliche, più coinvolte in questo caso, cioè la Magistratura e i Servizi Sociali Comunali? Ammettano un’omissione grave su un caso già, in precedenza, rivelatosi preoccupante e, per colpa di questa smagliatura, non permettiamo alla “fatua!” di sostituirsi alle leggi dello Stato. Ma quanto stride il comportamento di quella famiglia che uccide una figlia, per convincerla forse, rispetto a tutte le attenzioni che in Italia si devono ad una figlia, ad una donna o a qualsiasi persona per salvare le quali sia in termini di salute che di dignità, nel nostro Paese si spendono correttamente cifre elevatissime.
2. Perché nessuna reazione da parte del mondo intellettuale? Mi sembra di sentirlo “E’ una domanda retorica! per non dare fiato alle trombe di Salvini” e così la risposta sarà più retorica della domanda. Infatti è da poco lungimiranti lasciare a Salvini o alla destra il privilegio di reagire difronte a questo delitto, vissuto obbiettivamente così dagli Italiani, me compreso, che con la Lega non si confonde. Così sembrerà chiaro che la sinistra non condanna questo incredibile efferato delitto, peraltro non il primo nel nostro Paese, confondendo il rispetto delle culture lontane dalla necessità di cancellarne aspetti come questo, che in Occidente non vorremmo mai più ospitare.
3. E le donne? Sono apparse realmente troppo silenziose in questa brutta vicenda, Nessun giornale o telegiornale ha parlato di ipotesi di femminicidio, sempre giustamente citato quando il conteggio di donne, nuove vittime, viene aggiornato nella cronaca. Le poche intervenute l’hanno fatto per ricordarci, come la religione cristiana non abbia avuto un ruolo minore nel consolidare il patriarcato e la sudditanza delle donne. Non entro in questa polemica anche per non essere subissato da una serie di informazioni, circa il rogo per gli eretici, il malleus maleficarum o la pedofilia tra prelati, notizie vere sì, ma riunite tra loro da una vis polemica che le rende capaci solamente di vanificare un serio dibattito culturale. Ma non dimenticherei che quella cristiana è la religione del “Chi è senza peccato scagli la prima pietra” grazie alla quale affermazione, un’adultera non può essere lapidata.
Anche in questo, come in altri casi così gravi, temo che gli aspetti formali sopravanzino quelli sostanziali, per cui se, ad attentare alla vita di Saman fosse stato un italiano, magari ricco e cattolico, più facilmente si sarebbe potuto parlare di femminicidio.
Pier Giorgio Testa
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