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Casara Zebio (Asiago). Commemorazione sardo veneta nel centenario del primo conflitto mondiale

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I canti sacri in limba hanno reso omaggio ai figli di Sardegna caduti sull'altipiano dei sette Comuni in occasione della cerimonia di commemorazione nel centenario del primo conflitto mondiale. Toccanti sonorità di antichi canti sacri hanno unito l'isola ed il veneto nel ricordo dei figli di sardegna caduti sull'altipiano dei sette comuni. 


I canti sacri in limba hanno reso omaggio ai figli di Sardegna caduti sull'altipiano dei sette Comuni in occasione della cerimonia di commemorazione nel centenario del primo conflitto mondiale. Toccanti sonorità di antichi canti sacri hanno unito l'isola ed il veneto nel ricordo dei figli di sardegna caduti sull'altipiano dei sette comuni.
<<… Nel duro calvario di Monte Zebio la Brigata “Sassari” seppe confermare le fiere e forti virtù dell’intrepida Gente di Sardegna già manifestate nei primi mesi di guerra sul Carso, dove nacque il mito dei “Diavoli Rossi”. Il 27 giugno 1916, accanto al Generale Di Maria, da soli tre giorni Comandante della Brigata “Sassari”, cadeva il ventiduenne Francesco Loddo da Ortueri, Soldato del 151° Rgt. f., mio prozio materno, il cui sito di sepoltura è stato recentemente individuato grazie alle ricerche meticolose svolte da Antonio Pinna. Anche per questi motivi le montagne dell’Altopiano, nel cui grembo riposano migliaia di Figli di Sardegna, sono Sacre ai miei sentimenti di Sardo e di chi la Brigata dei Sardi ha avuto l’Onore di comandare.>>
Con queste toccanti parole, contenute nel messaggio di saluto letto dal Luog. Pinna, il Generale Nicolò Manca – primo Comandante sardo della Brigata “Sassari” – esprimeva i propri sentimenti, mentre le ombre misteriose della sera scendevano tra le 218 piccole croci allineate sotto le abetaie di Monte Zebio, sull’Altopiano dei “Sette Comuni”, e i lenti rintocchi della campana votiva del Centenario della Grande Guerra insieme alle note struggenti del “Miserere” intonato dal Coro di “Aglientu – Tempio Pausania” accompagnavano i nomi dei “Sassarini” caduti in combattimento nell’estate del 1916.
La Cerimonia, ideata sette anni or sono dalla Schola Cantorum “San Matteo”, e organizzata con il patrocinio del Comune di Asiago, con il concorso del Comitato dei Comuni della Sardegna, dell’Associazione Nazionale del Fante - Sez. Altopiano dei Sette Comuni, dell’Associazione Culturale “Un Ponte fra Sardegna e Veneto” e con il sostegno di sodalizi locali, tra i quali i Fratelli Rigoni–Stern e gli “Amici del Rifugio dell’Angelo”, si è svolta nel pomeriggio del 24 luglio u.s. presso il cimitero di guerra di Casara Zebio, recuperato grazie all’impegno dei 131 Comuni della Sardegna che, riuniti nel Comitato coordinato dal Comune di Armungia (CA) – paese di origine del leggendario Cap. Emilio Lussu – hanno aderito al progetto di recupero dei siti storici della Grande Guerra legati alla presenza delle Unità Sarde sull’Altopiano dei “Sette Comuni”. In segno di riconoscenza per il sacrificio dei giovani Sardi caduti per la libertà di quelle terre lontane, nel 2007 la Comunità di Asiago ha donato l’area ai Comuni Sardi che hanno aderito all’iniziativa del recupero. Un lembo di Sardegna in Terra Veneta, a 1.600 mt di quota, dove tutto l’anno sventolano, ai lati del Tricolore, la Bandiera Sarda e quella Veneta, quale segno di Amicizia fra due Regioni distanti tra loro ma indissolubilmente legate dai tragici eventi della Prima Guerra Mondiale.
Nella piccola radura prativa, nella quale spiccavano le Bandiere delle locali Sezioni dell’Istituto del “Nastro Azzurro”, dell’Associazione “Famiglie Caduti e Dispersi in Guerra”, dell’Associazione Nazionale del Fante e i gagliardetti dei Gruppi Alpini della Sezione “Monte Ortigara”, hanno presenziato alla celebrazione l’Assessore Prof. Franco Sella, in rappresentanza del Sindaco di Asiago, Avv. Roberto Rigoni Stern, la Professoressa Marina Strazzabosco, Presidente della “Schola Cantorum” e la Dottoressa Elisa Sodde, Presidente dell’Associazione Culturale “Un Ponte fra Sardegna e Veneto”.
La cerimonia, diretta dal Luog. (ris.) Antonio Pinna, storico della Brigata “Sassari” e consulente storico del Comitato dei Comuni Sardi, è iniziata con la deposizione di un cuscino di fiori bianchi e rossi in omaggio dei Caduti e proseguita con la Santa Messa officiata da Don Roberto Bonomo – Parroco del Duomo di Asiago, apprezzato storico e alpinista – accompagnata dai canti sacri del Coro “San Matteo” diretto dal Maestro Andrea Pinaroli e dal Coro di Aglientu – Tempio Pausania.
Nella suggestiva cornice del tramonto, sa ‘oghe di Luigino Cossu, accompagnata dal canto a quattro voci del decano Rosario Carboni, di Alessio Bianco e di Gigi Betza, magistralmente diretti da Giovanni Puggioni, si sono alzate gravi e solenni tra i boschi del Monte Zebio, facendo giungere ai nostri Caduti i canti struggenti della Terra natia.
Dopo aver portato il saluto dell’Ing. Antonio Quartu, Sindaco di Armungia (CA), Comune capofila nel progetto di recupero, il Luog. Antonio Pinna, ha curato la rievocazione storica dei fatti d’arme che si svolsero quasi un secolo fa tra le balze rocciose del Monte Zebio, sottolineando il grande tributo di sangue offerto dalla Sardegna alla causa nazionale. Seguendo quindi la tradizione di focalizzare, di volta in volta, l’attenzione sulle storie personali dei “Sassarini” che riposano nell’antico cimitero di guerra, quest’anno sono stati ricordati i quattro ragazzi di Tempio Pausania: Francesco Demuro, Antonio Careddu, Giovanni Doro e Antonio Ganau. Quattro amici, appena ventenni, caduti uno dopo l’altro nello spazio di appena un mese. E mentre il Luog. Pinna, dava lettura dell’epigrafe che un tempo adornava l’antica sepoltura del C.le Antonio Ganau, accompagnate dal canto a “Tasgia”(*) del Coro Gallurese, le Signore Elisa Sodde e Rosanna Selis deponevano un mazzo di fiori in ciascuna delle quattro piccole croci: l’omaggio della Città di Tempio Pausania ai suoi Figli caduti per la Patria.
La giornata della memoria era iniziata nella mattina con la deposizione di una composizione floreale davanti al Monumento alla Brigata “Sassari”, presso il Parco delle Rimembranze di Asiago, opera dell’artista locale Joe Dalle Ave, su progetto del Museo Storico della Brigata “Sassari”, realizzato nel 1996 per iniziativa congiunta del compianto Dottor Carlo Contu, imprenditore milanese di origini sarde, della Città di Asiago, all’epoca guidata dal Sindaco Dottor Francesco Gattolin, e dall’Associazione Nazionale del Fante – Sezione Altopiano dei “Sette Comuni”, presieduta dal Cav. Marco Ambrosini.
La visita è proseguita con il canto del “Deus ti salvet Maria” all’interno del Duomo cittadino intitolato a San Matteo Apostolo e con il canto del “Miserere” davanti al Monumento della Loggia Comunale che ricorda gli Asiaghesi caduti per la Patria. Presso la Sala Consiliare, l’Assessore alla Cultura e al Turismo, Architetto Chiara Stefani, a nome dell’Amministrazione Comunale ha porto alla delegazione Sardo-Veneta il saluto di benvenuto della Comunità di Asiago.
REGIONE DELLE MELETTE DI FOZA E DEI “TRE MONTI” (FOZA-GALLIO-ASIAGO), 25 LUGLIO 2015.
La mattina successiva, presso il Sacello del “Pubel”, alla presenza delle locali Associazioni d’Arma, è stato tributato il doveroso omaggio dei Comuni della Sardegna ai giovani di Foza Caduti per la Patria. A nome dell’Amministrazione Comunale, l’Assessore Bruno Oro ha porto il saluto di benvenuto della Comunità di Foza a tutti i presenti e, in particolare, agli Amici di Tempio Pausania, città con la quale il centro altopianese è gemellato, nel comune ricordo delle gloriose gesta della Brigata “Sassari” nella Grande Guerra.
La comitiva ha quindi proseguito incolonnata lungo l’antica strada militare che da Malga Fratte, attraverso i fitti boschi dei Monti Badenecche, Tondarecar e Miela, giunge a Malga Lora, sede del Comando Alpino durante la Prima Battaglia delle Melette. Nell’ampio anfiteatro naturale che corona la conca prativa descritta da Emilio Lussu nelle pagine del suo celebre libro, sotto la lapide commemorativa della Brigata “Sassari”, il canto del “Miserere” intonato dal Coro di Aglientu – Tempio Pausania ha accompagnato la deposizione di un cuscino di fiori bianchi e rossi, il nostro doveroso omaggio ai “Sassarini” ivi caduti nei combattimenti del giugno 1916.
Sotto la pioggia improvvisa, il Luog. Pinna – nel rievocare i fatti d’arme che videro gli Alpini e i Fanti Sardi eroici difensori dell’ultimo baluardo montano superato il quale Stiriani e Bosniaci della 6^ Divisione Imperiale e Regia avrebbero dilagato nella sottostante valle del Brenta – ha tenuto a sottolineare che, a distanza di 99 anni dagli eventi bellici rievocati, era la prima volta che un Coro Sardo saliva in cima ai 1.824 mt di Monte Fior da dove, a giro d’orizzonte, la vista spazia dal Pasubio all’Ortigara, dalle Dolomiti al Grappa, per far sentire ai Figli di Sardegna caduti per la Patria i canti della nostra Terra.
Partendo dalla lapide in granito sardo, apposta nel 1997 per iniziativa congiunta dell’Associazione Nazionale del Fante – Sezione “Altopiano dei Sette Comuni”, presieduta dal Cav. Marco Ambrosini e del Museo Storico della Brigata “Sassari” (all’epoca diretto dal Luog. Pinna, al quale l’allora Comandante della Brigata “Sassari”, Generale Giangabriele Carta, aveva affidato il progetto di ricordare, su lastre di granito sardo da apporre nelle località significative di Monte Fior, Monte Zebio e Col del Rosso, il sacrificio dei Reggimenti Sardi fino ad allora ignorato nella toponomastica e nelle indicazioni dei percorsi storici dell’Altopiano) il Luog. Pinna ha guidato la comitiva lungo il percorso del Parco Letterario della Memoria del Museo all’Aperto delle Melette, che si snoda lungo le trincee di Monte Fior e Monte Castelgomberto, recuperate di recente con un progetto della Comunità Montana dei “Sette Comuni”, al quale il Luog. Pinna ha fornito, per conto del Comitato dei Comuni della Sardegna, la consulenza storica nell’attività di recupero delle vestigia belliche e nella scelta ed elaborazione dei testi tratti dalla memorialistica di guerra, riportati nei leggii ubicati lungo il percorso storico.
A sottolineare i sentimenti di Amicizia che legano la comunità di Foza con la popolazione del capoluogo gallurese, il locale Gruppo dell’Associazione Nazionale Alpini (tra i quali il Rag. Carlo Lunardi, che da Sindaco di Foza è stato tra coloro che nel 2003 hanno ufficializzato i progetti di collaborazione tra i Comuni dell’Altopiano con quelli della Sardegna) ha invitato gli Amici Sardi a partecipare ad un incontro conviviale presso la sede associativa, nel corso del quale sono state gettate le basi per il progetto di un’Area Sacra della Memoria, da realizzare con iniziativa congiunta tra il Comitato dei Comuni gemellati della Sardegna e dell’Altopiano, le locali Sezioni dell’Associazione Nazionale Alpini, dell’Associazione Nazionale del Fante, dell’Associazione “Amici della Storia” di Foza e dell’Associazione Culturale “Un ponte fra Sardegna e Veneto”.
Nel corso dell’incontro, il “vecio” Enzo Rino Biasia, Presidente della Sezione Alpini “Monte Ortigara”, nel sottolineare come raramente vengano concesse simili attestazioni, ha consegnato al Luog. Pinna la tessera di Socio Onorario e la caratteristica camicia del “Gruppo Alpini Foza”, in segno di omaggio e riconoscimento della ventennale attività da questi svolta per il recupero e la valorizzazione del patrimonio storico della Grande Guerra presente sulle montagne dell’Altopiano.
Nel pomeriggio la visita ai luoghi della memoria è proseguita nella regione dei “Tre Monti”. Costeggiando i ripidi pendii della Val Frenzela, la comitiva è giunta a Col Melaghetto, in Comune di Gallio, dove sorge un Monumento intitolato al Cap. Eugenio Niccolai, Ufficiale del 151° Reggimento della Brigata “Sassari”, ivi caduto il 31 gennaio 1918 e decorato con la Medaglia d’Oro al Valor Militare. Il cippo, composto di blocchi bianchi e rossi a forma di piramide, riportante sulle quattro facce i passi storici e della memorialistica legati agli eventi, è stato realizzato nel 2009 per iniziativa congiunta dell’Associazione “Filippo Corridonia” e del Comune di Corridonia (in Provincia di Macerata, città di origine dell’Eroe) del Comune di Gallio e del Comitato dei Comuni della Sardegna che hanno aderito al progetto attraverso la consulenza storica del Luog. Pinna e l’assistenza da questi fornita nella progettazione e realizzazione dell’opera.
Il canto “Oh Maria Reina” del Coro di Aglientu-Tempio Pausania ha accompagnato la deposizione di un mazzo di fiori bianchi e rossi, in omaggio alla memoria del Cap. Niccolai e del Plotone dei 40 Ragazzi Sardi del ’99, che il 28 gennaio 1918 – completamente circondati dal nemico e rimasti privi di munizioni e di ordini – seppero resistere ai ripetuti assalti dell’avversario, mantenendo la posizione con disperati contrattacchi alla baionetta. A sera – ha raccontato il Luog. Pinna – quando venne ristabilito il collegamento, solo 19 di essi rispondevano all’appello.
Risalendo a piedi il ripido costone che sovrasta la Val Fontana, la comitiva sempre guidata dal Luog. Pinna, autore di un libro e di vari saggi sulla 1^ Battaglia dei “Tre Monti”, è giunta sulla quota sommitale del Col del Rosso–Monte Melago, dove sorge il cippo dedicato alla Brigata “Sassari”. Incastonati nella già citata lapide di granito apposta nel 1997, i caratteri bronzei ricordano ai posteri che qui, nel gennaio 1918, i Reggimenti Sardi della Brigata “Sassari”, con la riconquista delle posizioni del Col del Rosso e del sottostante Col d’Echele, furono protagonisti della prima vittoria delle armi italiane dopo Caporetto, che valse alle Bandiere di Guerra dei due Reparti la seconda Medaglia d’Oro al Valor Militare. Il Canto del “Miserere”, intonato dal Coro di Aglientu-Tempio Pausania, ha accompagnato la deposizione di un cuscino di fiori bianchi e rossi in omaggio ai Figli di Sardegna ivi caduti nel gennaio 1918.
La giornata si è conclusa in Piazza II Risorgimento di Asiago, il salotto buono del Capoluogo Altopianese. Nella calda serata estiva, resa piacevole dalla leggera brezza che scendeva dai monti circostanti, dal palco realizzato per gli eventi celebrativi del Centenario della Grande Guerra il Coro di Aglientu–Tempio Pausania ha intrattenuto gli oltre 600 incuriositi e sempre più appassionati spettatori con i canti della nostra Isola, espressi nella tradizione gallurese e logudorese, sapientemente introdotti dal Maestro Giovanni Puggioni.
Il battimani ritmico del pubblico presente, che accompagnava il ritornello del “Nanneddu meu” e gli scroscianti applausi evidenziavano il gradito apprezzamento della popolazione locale per le nostre antiche e misteriose tradizioni.
ASIAGO, SACRARIO MILITARE DEL LEITEN, 26 LUGLIO 2015.
Con la celebrazione della Messa domenicale, officiata da Don Roberto Bonomo e accompagnata dai canti sacri del Coro di Aglientu –Tempio Pausania, si sono conclusi i tre giorni di attività celebrativa e storico-culturale nei luoghi della memoria.
Nel piazzale del Sacrario, che dall’alto del colle del Leiten domina la conca di Asiago, gremito di fedeli, le note del “Perdonu Deus meu” e del “Babbu Nostru” cantato da Luigino Cossu, accompagnato dalla chitarra di Giovanni Puggioni e dalle voci di Rosario Carboni, Alessio Bianco e Gigi Betza, hanno innalzato al cielo la preghiera espressa nell’antico idioma della nostra Terra, per tutti i Caduti, Italiani e Austroungarici, un tempo nemici e che ora, all’interno di quel Luogo Sacro, dormono insieme il sonno eterno.
Nella cripta d’Onore, dove riposano le spoglie di 12 dei 28 militari caduti sull’Altopiano e decorati con Medaglie d’Oro al Valor Militare, ai piedi delle sepolture marmoree del Serg. Magg. Ferdinando Podda da Loceri (OG) e del C.le Magg. Giuseppe Pintus da Assemini (CA), entrambi caduti a Monte Zebio il 10 giugno 1917, e del Col. Giovanni Antonio Aprosio da Vallecrosia (IM), Comandante del 151° Rgt. caduto a Col del Rosso il 28 gennaio 1918, è stata deposta una corona di alloro, omaggio dei Comuni della Sardegna ai nostri Eroi, mentre le note toccanti del “Miserere” innalzate dal Coro di Aglientu –Tempio Pausania echeggiavano sotto le volte del Sacro Tempio.
La visita, guidata dal Luog. Pinna, è proseguita all’interno del Monumento Ossario, una costruzione di marmo bianco, realizzata negli anni compresi tra il 1932 e il 1938 su progetto dell’Architetto Orfeo Orsato, rappresentante un cubo di 80 mt per lato e 8 mt di altezza, sormontato da un tempio a quattro archi romani, di 47 mt di altezza e perciò visibile da ogni parte dell’Altopiano, all’interno del quale è ubicata un’ara votiva. All’interno dei corridoi, nei colombari disposti a croce, riposano i resti di 34.286 soldati italiani e 20.000 soldati austro-ungarici caduti sull’Altopiano dei “Sette Comuni” nel corso della Prima Guerra Mondiale.
In corrispondenza delle lapidi commemorative ubicate agli angoli della struttura, il Luog. Pinna ha dato lettura del Bollettino di Guerra n. 981 del 30 gennaio 1918, eternato nel marmo: “ Valorose truppe della zona Altopiani hanno felicemente coronato l’azione da esse iniziate il giorno 27 ad est di Asiago, strappando al nemico munite posizioni ad occidente della Val Frenzela (…) Durante le azioni del 28 e 29 l’eroica Brigata “Sassari” (151° - 152°) ed in particolar modo il 151° Reggimento fanteria, riconfermò il valore della sua Gente e la gloria delle sue Bandiere (…)”.
Il canto del “Non potho reposare” dedicato ai nostri Caduti dal Coro di Aglientu-Tempio Pausania ha reso il momento ancor più emozionante e ci ha fatti sentire tutti ancor più orgogliosi della nostra Terra, delle nostre antiche tradizioni e della nostra gloriosa Storia.
NOALE (VE), 27 LUGLIO 2015.
Seduta alla scrivania di casa, cerco di riordinare gli appunti presi, cosciente che il resoconto che mi accingo a scrivere dovrà sacrificare alla sintesi pagine e pagine di emozionanti sensazioni ed esaltanti esperienze vissute nel corso degli ultimi tre giorni trascorsi sull’Altopiano dei “Sette Comuni”. Nella mia mente echeggiano ancora i canti degli Amici del Coro di Aglientu-Tempio Pausania, ai quali va il ringraziamento mio personale e dei Soci della mia Associazione, per aver arricchito e reso ancor più emozionante il percorso della visita ai Luoghi della Memoria.
Il doveroso ringraziamento va alle Amministrazioni Comunali di Asiago e di Foza e al Comitato dei Comuni della Sardegna, per aver conferito, con la loro presenza, importanza Istituzionale agli eventi celebrativi svoltisi in questi tre giorni sull’Altopiano.
Sentimenti di gratitudine vanno alla Schola Cantorum “San Matteo” di Asiago e alla sua Presidente, Professoressa Marina Strazzabosco, per aver accettato, anche quest’anno, l’apporto di collaborazione fornito dalla mia Associazione, teso a conferire alla Cerimonia del Cimitero di Guerra di Casara Zebio quel contributo culturale e di idee che, anno dopo anno, donano sempre più spessore all’evento. Un particolare ringraziamento va al Signor Giampaolo Strazzabosco, che si è occupato dei trasporti della comitiva per le impervie strade di montagna e curato, con il Luog. Pinna, tutti gli aspetti organizzativi della Cerimonia di Casara Zebio.
Voglio anche indirizzare uno speciale riconoscimento ai nostri soci che si sono maggiormente distinti per la loro assidua partecipazione e per essersi sempre resi concretamente disponibili dando il loro fattivo contributo alla buona riuscita della manifestazione. Un sentito grazie va, in particolare, a Rosanna, Lucia, Sabrina, Gianni, Pino e Massimiliano.
Infine, Antonio Pinna. Che dire di una persona che il Generale Nicolò Manca (non certo uno qualsiasi) definisce il più grande conoscitore e depositario della Storia della Brigata “Sassari”? Non basterebbero pagine di ringraziamento per quanto Tu, Antonio, hai fatto in questi tre giorni per la nostra Associazione, che nei suoi scopi statutari tende a rinsaldare i vincoli Storici e di Amicizia fra il Popolo Sardo e quello Veneto, nel comune vissuto dei momenti tragici della recente Storia d’Italia. Sei stato, come al solito, la perfetta guida storica nella visita ai Luoghi della Memoria, contribuendo ad arricchire, con le tue affascinanti e coinvolgenti spiegazioni, la nostra conoscenza su fatti ed eventi sui quali non finiamo mai d’imparare qualcosa di nuovo. Giorno dopo giorno continui, attraverso la tua consulenza storica, a proseguire il progetto di recupero dei luoghi cari alla memoria della Gente di Sardegna, in religioso silenzio – come dice il Gen. Manca – e, lontano dai clamori, continui a curare per il Comitato dei Comuni Sardi l’Area Sacra di Monte Zebio, sempre in ordine e perfetta agli occhi delle decine di migliaia di visitatori che ogni anno si avventurano fin lassù.
Mi rimangono impresse le parole pronunciate al termine della Cerimonia di Casara Zebio, dal Cav. Guido Carli, che da Assessore al Territorio del Comune di Asiago ha seguito l’evolversi del Progetto di recupero del Cimitero di Guerra di Casara Zebio. <<Tutto ciò che vedete – ha detto il Cav. Carli – è opera di Antonio Pinna che, dedicando tanto del suo tempo, ha curato la ricerca storica e i progetti che hanno portato al recupero dei siti storici della Brigata “Sassari” sull’Altopiano dei “Sette Comuni”. L’Amico Antonio, che si muove sui nostri monti come se fossero le vie del suo paese, conosce ogni parte dell’Altopiano con la padronanza e la competenza di chi ad Asiago sia nato e sia sempre vissuto>>.
Da Presidente dell’Associazione Culturale “Un Ponte fra Sardegna e Veneto” non posso che esprimere, ancora una volta, soddisfazione per l’ennesima dimostrazione di stima, amicizia e affetto della Comunità Altopianese verso un nostro corregionale e sottolineare come sia mia convinzione che il vero ponte fra Sardegna e Veneto sia impersonato proprio da Antonio Pinna e, facendomi anche interprete dei sentimenti di stima dei miei soci, posso anticipare che se lui riuscisse a trovare, fra i suoi tantissimi impegni, un po’ di tempo da dedicarci, ci farebbe molto piacere averlo come nostro Presidente Onorario.
Concludo con le parole finali della lettera fatta pervenire dalla Dottoressa Elena Donazzan, Assessore all’Istruzione, alla Formazione, al Lavoro e alle Pari Opportunità della Regione Veneto: <<Veneti e Sardi si unirono a difesa della “propria” terra, con a cuore un unico ideale di Patria. Nei combattimenti di Monte Zebio la Brigata “Sassari” dimostrò un senso del dovere e amor di Patria encomiabili. Manifestazioni come questa, contestualizzate tra gli eventi celebrativi del centenario della Prima Guerra Mondiale, sono importantissime in virtù del loro fondamentale ruolo di salvaguardia di un patrimonio storico comune che non possiamo permetterci di dimenticare o di perdere. In qualità di Assessore Regionale del Veneto, ma soprattutto in qualità di donna legata da un particolare affetto alle vicende storiche inerenti l’Altopiano di Asiago, non posso che esprimere nei Vostri confronti un’immensa gratitudine >>.
Grazie Assessore Elena Donazzan! Per la Sua sensibilità di Donna e di Italiana che ama la Storia del Nostro Paese.

Elisa Sodde

(*): Il Maestro Luigino Cossu spiega che <<il canto tradizionale a Tasgia è detto “Polivocale”, eseguito cioè da più voci, ognuna delle quali si sviluppa su linee melodiche diverse che, meravigliosamente, mescolandosi insieme, riescono a creare un’armonia. Nello specifico, il canto a Tasgia (così chiamato in Gallura; nelle altre zone della Sardegna è chiamato invece canto a Cuncordu) è sinonimo di armonia o canto. Questa ipotesi pare la più plausibile e veritiera. Pare addirittura che la parola Tasgia derivi dal termine “Ta-gà” che indica un momento liturgico particolare nel rito cristiano bizantino di epoca imperiale, giunto, non si sa come, ai giorni nostri. Se nel canto a Cuncordu si canta a quattro voci, il canto a Tasgia viene eseguito generalmente da cinque voci.>>

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